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Misure anticontagio 

Il plauso del commissario Venturi: «I reggiani sono i più ligi alle regole»

Leonardo Grilli
Il plauso del commissario Venturi: «I reggiani sono i più ligi alle regole»

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Nonostante non manchino gli irresponsabili, la popolazione reggiana è fino ad ora la più ligia nel rispettare i divieti anticontagio imposti dal decreto del Governo. Tanto che, in Emilia, siamo il territorio che attualmente registra il minor numeri di positivi al Coronavirus. A confermarlo, facendo i complimenti ai reggiani, è stato lo stesso commissario ad acta per l’emergenza, Sergio Venturi, nel corso del video messaggio di ieri in diretta Facebook. «A Reggio Emilia viaggiamo a un ritmo di crescita dei contagi del 10% – ha spiegato – che in periodo di pandemia è un dato che testimonia come la popolazione reggiana, come ho sempre pensato, risponda molto rapidamente alle raccomandazioni che riguardano il proprio stato di salute. Reggio è la provincia dell’Emilia con meno casi e mi auguro che continui così». Rispetto ai 153 casi reggiani, infatti, a Piacenza i contagiati sono 853 (143 in più rispetto a venerdì), a Parma 570 (52 in più), e a Modena 306 (55 in più). Lodata da Venturi anche una misura di “convincimento” della popolazione già adottata in città da qualche giorno: le pattuglie che con i megafoni invitano la popolazione a non creare assembramenti. «La decisione di passare con le auto della polizia Municipale a chiedere ai cittadini di rimanere nelle proprie case – ha sottolineato il commissario – è fra le più efficaci perché dà la misura del fatto che comunque c’è qualcuno che si occupa di loro e indica cosa fare di positivo per limitare l’epidemia. Suggerirei a tutti i sindaci una misura di questo tipo». Venturi ha poi tranquillizzato sull’alto numero di decessi in regione, 241 su 2.644 contagiati: «Il 10% dei decessi è un dato largamente sovrastimato, abbiamo tante persone che hanno il virus e che hanno ricevuto indicazione di stare in casa senza effettuare il test e comunicare se dovessero cambiare le loro condizioni. È la politica adottata in tutto il mondo, a partire dalla Cina, non cambia nulla sapere se si è positivi o negativi, non cambiano le modalità di prudenza che vanno adottati. Questi sintomi si superano, passano senza creare particolari problemi. Ci sono molte persone alle quali non effettuiamo più i tamponi e sono esclusi dalla statistica dei positivi, per questo è alto il tasso di mortalità». —





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