Gazzetta di Reggio

Reggio

I dati a fine 2019 

Rallenta la mole dell’export e la metalmeccanica cede

L.V.
Rallenta la mole dell’export e la metalmeccanica cede

È una leggera flessione ma in controtendenza con l’andamento nazionale Calano le esportazioni in Turchia e Iran, aumentano quelle in Spagna e in Cina 

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REGGIO EMILIA. Il settore principe dell’imprenditoria reggiana, quello della metalmeccanica, è inciampato in un “malanno di stagione”. Anche se solo parzialmente ha infatti perso infatti lo slancio che lo ha caratterizzato per quasi un decennio e lo scorso anno ha dovuto rallentare la mole delle esportazioni.

È una delle indicazioni salienti registrate dal vice presidente di Unindustria Reggio, Mauro Macchiaverna, nell’analizzare l’andamento della nostra economia alla luce dei risultati raccolti nel 2019. La flessione, a dire il vero, è decisamente contenuta: il calo è solo dello 0,3%. Tanto che Reggio Emilia si conferma come una delle province italiane con il più alto tasso di esportazioni e si colloca all’undicesimo posto assoluto. Rammarica però il fatto che la flessione risulti in controtendenza all’andamento nazionale che ha avuto una crescita del 2,3% e ancora di più rispetto all’ascesa del 4% ottenuta a livello regionale. Tutto ciò proprio per la flessione della metalmeccanica il cui export complessivo è calato di 196 milioni di euro rispetto al 2018.

Sulla stessa lunghezza d’onda regressiva le vendite oltre confine dei materiali in ceramica (-0,3%) e molto peggio sono andate le cose per le materie plastiche (-3,5%). Impennata, al contrario, dei settori dell’alimentare (+0,9%) e spicca in particolare l’eccezionale balzo in avanti (+ 7,5%) del comparto moda.

Verificate, nello stesso tempo, le destinazioni che hanno segnato il passo in modo più marcato. Si è così scoperto che i prodotti inviati in Turchia (43,7 milioni di euro) sono calati del 34,5%; quelli spediti in India (31,8 milioni) sono diminuiti del 31,5% e del 43,3% in meno quelli diretti all’Iran (13,4 milioni). Al contrario sono andate ottimamente le vendite in Spagna (18,4 milioni, + 2,9%) oltre che in Cina (14,7 milioni + 4,7%).

Cosa si può dedurre da questi sobbalzi nei due sensi? Il vicepresidente di Unindustria commenta: «In una economia estremamente orientata al commercio estero come quella reggiana dove le esportazioni contano per il 62% del prodotto interno lordo, la riduzione dell’export impatta direttamente sulla produzione industriale che è ormai in arretramento da dodici mesi». «I dati analizzati – aggiunge – si fermano a dicembre 2019, prima dunque dell’esplosione dell’epidemia Coronavirus, e la diffusione del contagio ai cinque continenti aggrava i rischi di una recessione a causa del calo sia dell’offerta (blocco o riduzione delle produzioni) sia della domanda dovuta all’incertezza che influirà sulle scelte delle imprese e sulla propensione al consumo delle famiglie».

«Di fronte alla crescente emergenza Covid-19 è indispensabile – la conclusione di Macchiaverna – da un lato assicurare la continuità delle attività produttive e la circolazione delle merci, e dall’altro adottare tutte le misure di natura economica per supportare imprese, lavoratori e famiglie che si dovessero trovare ad affrontare, in questi giorni, problemi di liquidità finanziaria a causa dell’emergenza sanitaria». —

L.V.

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