Gazzetta di Reggio

Reggio

È stato accanto a ciascuno di noi e la comunità gli ha voluto bene

ELENA BURANI

La testimonianza di una parrocchiana cresciuta in Sant’Agostino tra il catechismo, i campeggi in montagna, i pranzi delle famiglie 

2 MINUTI DI LETTURA





IL RICORDO

ELENA BURANI

Cinquantacinque anni di sacerdozio vissuti ininterrottamente al servizio della stessa comunità parrocchiale cittadina, per cui dire don Guido Mortari e Sant’Agostino era quasi la stessa cosa. Questo il primato peculiare che ha contraddistinto don Guido, entrato giovane e baldanzoso in Sant’Agostino e che generosamente e indefessamente ha “servito”, questo il termine esatto, con lo stesso amore e impegno per oltre mezzo secolo. Una comunità che gli voluto bene, lo ha stimato ed apprezzato per la sua generosità.

Ha visto crescere generazioni all’ombra del suo campanile: c’ero anch’io agli esordi del suo ministero assieme a tanti ragazzi e giovani, che poi hanno formato una famiglia, hanno avuto figli e nipoti. È stato accanto a ciascuno e a tutti: chi non ricorda i campeggi in montagna, gli ultimi dell’anno, dove don Guido non è mai mancato?

Certamente le tappe fondamentali della vita di tanti di noi sono state segnate dalla presenza, dal consiglio, dall’amicizia, dal conforto, dalla preghiera di don Guido, che ha una peculiarità: sapeva tutto di tutti. Anche per questo, grazie don Guido!

“Opportune et inopportune”: così il nostro parroco Guido giustificava i suoi richiami.

La benedizione delle case, la Comunione portata agli anziani e agli ammalati – quante migliaia di gradini ha salito – il catechismo, i gruppi del Vangelo, il Consiglio pastorale parrocchiale, la recita del Santo Rosario presso edicole mariane nel territorio della parrocchia, il grest, il periodico pranzo delle famiglie, la devozione alla Madonna della Cintura, il giornalino parrocchiale, soprattutto il voler creare un clima di comunità, impresa certamente non facile soprattutto oggi in città: queste alcune delle peculiarità che hanno connotato il parroccato di don Guido. E poi l’attenzione costante e premurosa per il decoro della chiesa – che un impegnativo restauro ha riportato al suo originario splendore – e dei locali per il catechismo e le varie attività e del teatro.

Ma soprattutto è l’amicizia che lega tanti di noi – che con lui siamo cresciuti – a don Guido; un’amicizia fatta di confidenza, di confronto anche vivace, di condivisione.

In oltre mezzo secolo don Guido ha saputo fare di Sant’Agostino una parrocchia generosa, attenta alle necessità degli altri, senza clamori.

Don Mortari ha scelto di vivere il suo sacerdozio solo ed esclusivamente nella parrocchia; come il buon pastore, conosce una ad una le sue “pecorelle”; ogni giorno è stato per lui una “full immersion” nella comunità che gli era stata affidata; e la sua comunità ha sempre sentito che lui c’era. Anche questo è un dato ecclesiale di tutto rilievo.

Grazie, Don Guido! —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google