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Coronavirus, quattro ambulanze dedicate al trasporto dei casi sospetti

Ambra Prati
Coronavirus, quattro ambulanze dedicate al trasporto dei casi sospetti

I pazienti con sintomi chiamano il 118 e un medico si reca al domicilio Se serve il ricovero in ospedale intervengono i mezzi delle Croci Rossa e Verde

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REGGIO EMILIA. Quattro ambulanze dedicate ai casi sospetti di coronavirus: due stazionano al Santa Maria Nuova, una a Guastalla e una a Castelnovo Monti. Le ambulanze del Santa Maria sono messe a disposizione da Croce Verde e Croce Rossa di Reggio Emilia; quella di Castelnovo Monti di iniziativa Ausl mentre quella di Guastalla è della Croce Rossa dello stesso paese.

In prima linea sul fronte dell’emergenza non ci sono solo i dipendenti della sanità pubblica, ma l’intero mondo delle pubbliche assistenze che si basa sul volontariato e che in questi giorni resta al suo posto in modo eroico, tra mille ostacoli: accompagnamenti ridotti al minimo, altre tipologie di servizi intensificati, volontari anziani alle prese con sopraggiunte necessità familiari che non possono essere sostituiti perché la formazione è sospesa. «Il lavoro quotidiano è aumentato parecchio - premette Rolando Landini, presidente della Croce Verde, un baluardo da 400 volontari e alcuni dipendenti. «Oltre ai consueti servizi per l’emergenza-urgenza, che garantiamo 24 ore su 24 come facciamo da 105 anni a questa parte, l’Ausl ha chiesto sia a noi sia alla Croce Rossa due mezzi aggiuntivi dedicati ai casi sospetti di coronavirus. Mezzi che stazionano a disposizione del 118: due all’arcispedale e due in provincia».

Il funzionamento di queste ambulanze dedicate è spiegato da Mario Restuccia, neo presidente della Croce Rossa, altra istituzione che conta 400 volontari.

«Tutte le chiamate con casi sospetti di coronavirus che arrivano al 118 vengono messe in fila. Poiché è vietato al singolo uscire da casa, per primo il dottore dell’automedica del 118 va a domicilio e verifica le condizioni della persona. Se non ci sono problemi particolari il paziente resta a casa, per non intasare gli ospedali: la maggior parte dei casi vengono gestiti così. Se invece è necessario il ricovero interviene l’ambulanza dedicata che arriva al seguito dell’automedica. Le associazioni mettono a disposizione il mezzo e l’autista: nel caso in cui il paziente viene caricato, sull’ambulanza sale anche il personale sanitario specializzato Ausl, mentre l’automedica torna con il solo conducente».

Queste ambulanze dedicate girano molto e dopo ogni uscita il mezzo dev’essere sanificato. Per la sanificazione entra in azione un’équipe apposita che impiega almeno un’ora, perché vanno disinfettate le superfici, gli oggetti e pure gli accessori.

I volontari operano indossando mascherine, guanti e camice. «Preferiamo far indossare a ciascun volontario tutto l’occorrente, senza fare distinzioni tra chi svolge servizi a rischio e chi no. È ovvio che muoversi così è più faticoso, per fortuna non c’è troppo caldo», chiosa Restuccia.

Mascherine e tute che alla Croce Rossa non sono mai mancati «grazie alla donazione, da parte dell’associazione baristi cinesi, di 4mila mascherine e 8 taniche di disinfettante per mani: materiale preparato per essere inviato a Wuhan e che invece abbiamo ricevuto noi, con un atto di solidarietà internazionale graditissimo. In seguito le scorte sono state assicurate con arrivato l’aereo che dalla Cina ha portato materiale in aiuto all’Italia». —

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