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«Ripristinate la quarantena per medici e infermieri»

Luciano Salsi
«Ripristinate la quarantena per medici e infermieri»

Migliaia le firme sulla petizione contro l’articolo che l’ha abolita per i sanitari «Così si rischia di trasformare le strutture sanitarie in punti di propagazione»

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La gente applaude dalle finestre e dai balconi i medici e gli infermieri impegnati in prima linea nella lotta contro la pandemia, ma il sacrificio a cui essi sono obbligati supera la sua immaginazione. Proprio quelli che s’avvicinano ai casi sospetti per gli accertamenti e le visite e quelli che curano i malati sono costretti a rimanere in servizio finché non manifestano i sintomi espliciti e conclamati della malattia. Lo prevede l’articolo 7 del decreto legge 14 firmato dal ministro della Sanità Roberto Speranza, che abolisce la quarantena per il personale sanitario. I sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ne chiedono la reintroduzione, denunciando il rischio che gli operatori, oltre ad ammalarsi, diffondano senza rendersene conto il virus fra i pazienti e i colleghi, eventualmente come portatori sani. A tale scopo hanno lanciato sabato sera sulla piattaforma digitale change.org una petizione che in breve tempo ha raccolto migliaia di firme. Non manca, da parte loro, la critica ai politici che - segnalano - «vediamo continuamente in televisione sorridenti, ai quali viene fatto il tampone in assenza di segni e sintomi». Tuttavia Il provvedimento governativo scaturisce dall’emergenza. È tale, in questo momento, il bisogno di persone capaci di operare nell’ambito dell’infettivologia e delle terapie intensive che si richiamano in servizio quelle già ritirate in pensione e si reclutano i giovani non ancora del tutto formati. Perciò si evita anche di allontanare dagli ospedali gli operatori che sono entrati in contatto con i pazienti risultati positivi al Covid 19 senza indossare le mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale. L’assurdo, secondo i sindacati, è che chi si occupa di altre specializzazioni, quali la radiologia o l’ostetricia, può entrare in quarantena per il periodo di potenziale incubazione della malattia virale, mentre non lo può fare chi è direttamente esposto a contagiarsene. «È un meccanismo - sottolineano - dal nostro punto di vista pericoloso quello previsto dall’articolo 7, perché sostanzialmente toglie la tutela della salute individuale delle operatrici e degli operatori della sanità. Ma al tempo stesso potrebbe mettere a rischio quella collettiva, perché si potrebbe creare la condizione per cui chi lavora può diventare un portatore inconsapevole di coronavirus». Cgil, Cisl e Uil sollecitano la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini, che hanno dimostrato grande consapevolezza e solidarietà sottoscrivendo in massa la petizione. «Sapevamo - scrivono - che era un problema sentito, ma il numero di firme raggiunto in poche ore ci ha stupito. A questo punto è bene andare avanti con tutte le forze e l'energia del caso a tutela della salute collettiva. Per firmare la petizione basta cliccare sul link http://chng.it/sbntmCym e procedere alla sottoscrizione». —



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