Anche Emak sconta la frenata del settore metalmeccanico
BAGNOLO IN PIANO
Il settore metalmeccanico reggiano – lo hanno rilevato nei giorni scorsi sia Unindustria che la Camera di Commercio – lo scorso anno ha marciato con minore slancio rispetto all’intero decennio precedente.
Lo confermano ora alcuni grandi imprese che, nel presentare i bilanci del 2019, registrano rendiconti pur sempre positivi ma meno brillanti del recente passato. Il Consiglio di amministrazione di Emak, ad esempio, si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti lo scorso anno ma all’assemblea dei soci fissata per il prossimo 29 aprile mostrerà risultati leggermente più contenuti rispetto a quelli conseguiti negli ultimi anni.
I ricavi dei dodici mesi sono risultati infatti pari a 434 milioni di euro mentre erano stati 452,8 nel 2018; la diminuzione è del 4,2%. Il risultato operativo lordo (Ebitda) si è quindi fermato a 46,1 milioni rispetto ai 49,4 precedenti; il risultato operativo (Ebit) è sceso infine da 34 a 22 milioni ed il netto consolidato da 25,6 a 13,1. A seguito di questi riscontri l’utile netto si è fermato a 13,1 milioni contro i 25,6 ottenuti nel 2018.
Va ricordato però che sul rendiconto hanno gravato 2,1 milioni di svalutazioni e inoltre nell’anno scorso erano state inserite plusvalenze per 4,5 milioni di euro.
Da non trascurare poi gli investimenti effettuati che sono ammontati a 18 milioni e mezzo per fare immobilizzazioni materiali e immateriali.
Così che alla fine del 2019 il patrimonio netto consolidato ha raggiunto i 211 milioni contro i 205 del 2018.
L’assemblea sarà ora chiamata a pronunciarsi sulla distribuzione di dividendi tenendo però conto della emergenza sanitaria per il Coronavirus che potrebbe incidere sulle prospettive dell’economia e quindi occorrerà dosare la destinazione dell’utile di esercizio, l’acquisto di azioni proprie oltre che i nuovi progetti d’investimento.
A quest’ultimo proposito va segnalato che alla fine del mese di gennaio 2020 la società controllata Tecomec srl ha completato l’acquisto del 51% del capitale sociale della società svedese Markusson Professional Grinders AB che è attiva nello sviluppo e nella commercializzazione di affilatrici professionali per catene da motosega.
Una operazione che rientra nella strategia di crescita del Gruppo che passa attraverso l’ampliamento e il completamento della propria gamma prodotti.
Il corrispettivo pagato è pari a 17.8 milioni di corone (l’equivalente di circa 1,7 milioni di euro). La società svedese sviluppa un giro d’affari di circa 2 milioni di euro e un risultato operativo lordo di mezzo milione l’anno. —
L.V.
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