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C’è un contagio, Walvoil si ferma Immergas e Bosch chiuse 7 giorni

Enrico Lorenzo Tidona
C’è un contagio, Walvoil si ferma Immergas e Bosch chiuse 7 giorni

Operaia quarantenne in ospedale nell’azienda di Interpump. Immergas e Bosch fanno prevenzione

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Walvoil chiude dopo l’accertamento di un contagio interno. È un’operaia poco più che quarantenne, ricoverata in ospedale ma che mancava già da una decina di giorni. Chiusure che sono state decise ieri anche da Immergas (600 dipendenti) e dal Gruppo Bosch (circa mille lavoratori). Segno che il fronte degli industriali reggiani è sempre più divaricato tra chi va avanti e chi decide di fermarsi per ridurre gli effetti dell’emergenza Coronavirus.

Il caso in Walvoil

Già domenica sera in Walvoil – in attesa delle indicazioni dell’Ausl – avevano deciso di chiudere due giorni (ieri e oggi) per sanificare le fabbriche. Parliamo della seconda più grande azienda metalmeccanica della provincia di Reggio, con oltre 900 dipendenti, diversi stabilimenti attivi nell’oleodinamico creati dal patron Ivano Corghi e dal 2015 finita sotto l’ala del gruppo Interpump di Fulvio Montipò. Proprio Interpump ieri, nella nota sul bilancio consolidato, ha aggiunto un aggiornamento sull’epidemia di Covid-19, annunciando la costituzione di un comitato permanente per la gestione dell’emergenza, confermando «un caso di positività in due degli stabilimenti del gruppo, dove l’attività è stata sospesa per consentire le ulteriori operazioni di sanificazione e contact tracing prescritte».

IMMERGAS FERMA 7 GIORNI

A Lentigione ne sanno qualcosa di emergenze, dopo l’esondazione dell’Enza che aveva messo la grande fabbrica sott’acqua. «Ma questa è una situazione diversa» avvisa Alfredo Amadei, presidente dell’azienda delle caldaie Immergas, che ha scritto una lettera carica di significato, inviata ieri ai dipendenti (che pubblichiamo qui accanto). «Non possiamo eliminare totalmente i rischi – dice Amadei – È necessario fermarsi e riorganizzarci. La nostra gente non sta bene nel proprio animo, lo vedi e lo percepisci. Serve più serenità. È come nel calcio: non puoi giocare se un tuo compagno di squadra non vuole farlo. Bisogna fermarsi per poi ripartire nel momento giusto e con le giuste modalità. Quanto fatto qui magari può servire anche ad altri imprenditori. Perché ogni decisione è difficile e non sai mai quale sarà la più giusta. Ora ogni settimana è cruciale e ci porterà a fare delle scelte complesse. Si ripartirà ma non alla stessa velocità». Ripartito dopo due mesi di stop anche il loro stabilimento in Cina, esperienza che ha offerto molti consigli.

I MILLE DELLA BOSCH

Anche alla Bosch di Vezzano da ieri e per un settimana si chiude per igienizzare. Con le sedi di Nonantola e Pavullo fanno oltre mille lavoratori, supportati dai delegati sindacali che, in tutte le partite, hanno un confronto costante con le proprietà. —

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