Gazzetta di Reggio

Reggio

Guastalla: il caso

Centro medico, un dottore positivo Tamponi a due colleghi e infermiera

M.P.
Centro medico, un dottore positivo Tamponi a due colleghi e infermiera

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA

Meglio tardi che mai. Dopo i numerosi solleciti da parte di Massimo Comunale – dottore di medicina generale che a Guastalla opera nell'ambito della medicina di gruppo “Medicina 2000” – a quasi una settimana dal tampone effettuato su un collega che aveva sintomi da Coronavirus, è arrivato il risultato: il medico è positivo.

Ma ora il tampone è stato fatto anche ad altri due medici e un’infermiera che lavorano nella medicina di gruppo guastallese e l’esito di questi esami dovrebbe arrivare nel fine settimana.

Inoltre coloro che operano nel centro medico di piazza Primo Maggio, dall’ultimo contatto avuto con il collega contagiato, dovrebbero stare in quarantena fino a giovedì 19 ma, come il decreto della presidenza del consiglio dei ministri recita, «chi sta bene e non ha sintomi, può continuare a lavorare».

Ora però c’è un altro problema. Un’infermiera, dello stesso studio del medico trovato positivo, si è ammalata. Non si sa ancora se c’entri il Coronavirus nei sintomi che accusa.

In questo caso, dato che l’ultimo contatto con l’infermiera è avvenuto lunedì 9 scorso, la quarantena dei colleghi e dei medici potrebbe slittare a lunedì 23 marzo. Stesso discorso per un’impiegata che, avendo avuto rapporti di lavoro con il medico contagiato, è precauzionalmente in isolamento per una settimana.

«L’Ausl si è mossa solo perché è stato riscontrata una positività – prosegue il dottor Comunale di “Medicina 2000” – e adesso i tamponi li hanno fatti. Perfino al collega che si è ristabilito e voleva tornare a lavorare. Si perché io, solo pochi giorni fa ho posto un quesito all'ufficio di igiene: “Le persone che guariscono dal Coronavirus come fanno a sapere se sono abili al lavoro?” In un primo tempo a questo mio dubbio mi era stato risposto che “non era necessario e che, se il medico, non aveva particolari problemi e stava bene, poteva tornare al lavoro”. A questo punto ho chiesto all’ufficio igiene dell’Ausl “di scrivere un certificato medico nel quale il funzionario deve prendersi la responsabilità di farlo rientrare in servizio”. Ma l’ufficio d’igiene aveva negato anche questa possibilità. La mia non è polemica spicciola – conclude Comunale – ma il mio intento è salvaguardare la salute dei colleghi e degli utenti. Se si agiva prima, probabilmente, l’infermiera non si sarebbe ammalata».

Fra l’altro il centro medico rimane sotto pressione.

Nello stabile della medicina di gruppo operano nove medici di famiglia (sui dieci attivi a Guastalla), un medico pediatra, quattro infermiere e tre segretarie.

Le persone con tosse o raffreddori o quantomeno con i classici sintomi influenzali o comunque sospetti vengono invitate a non recarsi in ambulatorio ma a restare a casa, ma anche ad attivare il fascicolo sanitario.

Nei casi in cui vi fossero pazienti con chiari sintomi da Coronavirus non devono andare in ospedale ma devono perlomeno inizialmente chiamare il 118. I nove medici di base più il medico pediatra, assistono in tutto, circa 13mila cittadini. —

M.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google