Disagi per il regime ridotto di Poste e sportelli bancari
A Busana l’unico ufficio aperto per il ritiro delle pensioni. Le distanze si allungano di chilometri e non tutti usano internet. Senza contare la difficoltà di connessione
Adriano Arati
VENTASSO
Uffici postali, banche e servizi sempre più chiusi. E sempre più distanti. I provvedimenti sanitari dell’emergenza stanno portando alla sospensione di tante attività di pubblica utilità in montagna e in particolare nel Crinale appenninico.
Un effetto inevitabile dovuto alle indicazioni nazionali e pure alle linee guida aziendali di tanti istituti che puntano a ridurre le possibilità di contatto umano e quindi di contagio. Le scelte sui presidi da tenere attivi e su quali invece da interrompere sono effettuate in gran parte su base numerica, si cerca di mantenere funzionante siti che possano servire il maggior numero possibile di persone.
Con questa logica, la montagna è destinata a pagare il prezzo, visto che parliamo della zona reggiana a minor densità di abitanti. Ma è pure quella più ampia, in proporzione, con le maggiori distanze da percorrere. Ed è pure l’area con la popolazione più anziana, quella meno abituata e meno attrezzata a effettuare via internet molte operazioni postali e bancarie, ad esempio, o a scaricare via web gli esami medici.
Peraltro, anche la connettività è sempre relativa e in molti punti usare a dovere il web è impossibile per assenza di segnali. Uno dei provvedimenti che più ha colpito è quello legato agli uffici postali nel vastissimo Comune di Ventasso, nato dalla fusione di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.
Dal 13 marzo, l’unico presidio di Poste italiane attivo è quello di Busana, mentre tutti gli altri sono chiusi. Un bel problema per chi abita negli altri versanti di Ventasso e per raggiungere Busana deve impiegare quasi un’ora, e diverse voci preoccupate sono emerse nelle ore scorse.
A Ramiseto anche il negozio-bar che funziona da edicola è chiuso, e diventa difficile usufruire di diversi servizi. Senza contare che per un anziano il percorso è comunque ampio. Visto che molte scadenze sono state sospese coi vari decreti, l’impatto nell’immediato potrebbe anche essere assorbile, il discorso cambierebbe se le sospensioni si prolungassero sino alla fine di marzo.
A quel punto, arriverebbe il tema pensioni, che vengono versate ai primi del mese e che tantissimi utenti sono abituati ad andare a ritirare direttamente, in contanti. Un poco di liquidità è necessaria, anche solo per le spese che vengono recapitate.
Gli esercizi commerciali impegnati nei servizi a domicilio hanno mostrato grandissima flessibilità e disponibilità verso i clienti, ma chiaramente molti vorrebbero poter contare sui propri contanti in caso di bisogno. Il tema verrà eventualmente affrontato fra una decina di giorni.
A proposito di denaro, anche tante banche hanno ridotto o azzerato le aperture. A Toano Unicredit ha chiuso lo sportello di Cerredolo, le sedi Credem sono invece accessibili al pubblico al mattino, mentre a Carpineti il Banco Bpm è operativo solo due giorni su cinque.
Anche in questo caso, gli istituti invitano a usare i servizi accessibili via internet e a telefonare prima di muoversi per operazioni che si possono risolvere in altro modo, e gli sportelli bancomat rimangono comunque tutti aperti e riforniti. In attesa che la tempesta, quantomeno, cali di forza. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
