Dopo Guastalla anche il Magati di Scandiano è ospedale Covid
L’Ausl: «Accoglierà i casi a bassa intensità assistenziale» In provincia sono 348 i posti letto dedicati all’emergenza
Evaristo Sparvieri
/ REGGIO EMILIA
Non solo l’ospedale di Guastalla, a supportare l’hub del Santa Maria Nuova. Per contrastare l’espansione del Coronavirus nella nostra provincia, adesso anche il Magati di Scandiano viene dichiarato ospedale Covid, consentendo così di aumentare i posti letto da dedicare a pazienti contagiati.
È quanto reso noto dall’Ausl di Reggio, che ha annunciato la decisione presa a seguito dell’evolversi del quadro epidemiologico nella nostra provincia e dell’incremento dei casi di ospedalizzazione di pazienti affetti da Coronavirus. La decisione rientra nell’ambito del piano di temporanea rimodulazione della rete ospedaliera legata all’emergenza. Al Magati verranno messe a disposizione sezioni di degenza per accogliere e assistere pazienti contagiati.
CASI MENO GRAVI
«L’ospedale di Scandiano accoglierà casi prevalentemente a bassa intensità clinico-assistenziale – fanno sapere dall’Ausl reggiana – trasferiti dall’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, per detendere l’ospedale reggiano, consentendogli di concentrare le risorse sui pazienti più acuti e complessi».
I TRASFERIMENTI
Secondo quanto reso noto dall’Ausl, il trasferimento dei pazienti da Reggio a Scandiano è iniziato già ieri, con una sezione dedicata di 24 posti letto. E con l’obiettivo di una progressiva estensione della dotazione di letti dedicati, nel caso si rendesse necessario in relazione all’andamento del contesto epidemiologico.
I DATI
Stando all’ultimo aggiornamento emesso dalla Regione Emilia-Romagna, relativo a ieri pomeriggio, i casi di Coronavirus rilevati in provincia sono diventati 241, contro i 185 rilevati domenica. Numeri che hanno spinto il commissario regionale all’emergenza, Sergio Venturi, a parlare di una fase di «picco» per la nostra provincia, pur rilevando che il Reggiano è uno dei territori con il minor numero di contagiati rispetto alle altre province emiliano-romagnole (leggi articolo a pagina 3, ndr). Fortunatamente, come nel resto della regione, sono numerosi i casi che non necessitano di assistenza in ospedale. Un dato tuttavia che non ha frenato l’emergenza, con le aziende sanitarie locali, compresa quella di Reggio Emilia, impegnate nell’allestimento di piani organizzativi per disporre di posti letti aggiuntivi, nell’ambito di un rafforzamento dell’intera rete regionale.
I posti letto
Proprio a livello regionale, i posti letto per pazienti colpiti da Coronavirus sono passati dai 2.097 di domenica ai 2.262 di ieri, tra ordinari (1.916) e terapia intensiva (346). Nella nostra provincia, invece, i posti letto dedicati all’emergenza sono diventati 328, 48 dei quali in terapia intensiva.
SANITà PRIVATA
Sempre per consentire al Santa Maria Nuova di avere spazi a disposizione per i pazienti infettati da Coronavirus, domenica l’Ausl reggiana ha annunciato un accordo di collaborazione con la clinica privata di Villa Verde, che ha messo a disposizione circa 60 posti letto per il trasferimento di pazienti ricoverati nel reparto di Medicina dell’ospedale reggiano: una collaborazione che interessa anche il reparto chirurgico della casa di cura, con la chiusura immediata delle nuove sale operatorie, di cui si valuterà la riapertura nel caso in cui le equipe di chirurghi dell’ospedale reggiano dovessero richiederne l’utilizzo.
LA RETE PROVINCIALE
Quanto all’ospedale civile di Guastalla, la decisione di renderlo ospedale Covid-19 risale a circa una settimana fa, con una iniziale disponibilità di 80 posti letto dedicati a pazienti positivi al virus in condizioni non critiche, ma con la prospettiva di un graduale ampliamento delle zone dedicate in un’area non utilizzata, all’interno di un’ala ospedaliera su 4 piani. Nella primissima fase dell'emergenza, sempre nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, a inizio marzo è stata decisa la chiusura temporanea dei pronto soccorso degli ospedali di Correggio e della stessa Scandiano, che non presentano caratteristiche logistiche e strutturali adeguate a rispondere alla situazione di situazione. Per questo motivo, le tende di pre-triage sono state allestite soltanto ai pronto soccorso di Reggio Emilia, Montecchio e Guastalla. —
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