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Le pubbliche assistenze in trincea giorno e notte

Am.P.

Mario Restuccia, presidente della Croce Rossa: «Chiamate aumentate del 30% Gli over 60 la nostra forza, in questi giorni devono aiutare di più anche a casa»

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REGGIO EMILIa

«Abbiamo difficoltà a coprire tutti i turni. Non tanto per il timore dei singoli ad esporsi, quanto perché la maggior parte dei nostri volontari sono persone sopra i 60 anni: pensionati che non solo sono la categoria più a rischio, ma in questo frangente si trovano a dover fronteggiare esigenze familiari (figli, nipoti o genitori anziani) incrementate e inusuali». In contemporanea, dichiara il presidente della Croce Rossa Comitato di Reggio Emilia Mario Restuccia, si è registrato un aumento del carico: «Una crescita delle chiamate pari circa al 30%. Se prima facevamo sulle 24 ore 20-25 uscite, ora ne facciamo 35-40. Non tanto per il coronavirus: più che altro per influenza e malesseri vari, poiché chi prima si recava in autonomia al pronto soccorso ora correttamente si rivolge a medico o guardia medica e arriviamo noi».

Pensionati preziosi

Il mondo del volontariato dell’emergenza-urgenza in l’Italia si regge tradizionalmente sulla buona volontà dei pensionati. “Nonni” che mai prima d’ora in inverno si erano trovati a doversi occuparsi dei nipoti a tempo pieno o a dover accudire il genitore ottantenne-novantenne che non può più recarsi al centro diurno. Da qui la difficoltà nel compilare i turni, nonostante il servizio sia stato modificato in base alle nuove esigenze.

«Da quando l’Ausl ha dato lo stop al tutte le visite tranne quelle non differibili gli accompagnamenti in ospedale si limitano alle sedute di dialisi e ai malati oncologici, mentre i centri anziani e i centri disabili sono chiusi. Come Croce Rossa facevamo anche una raccolta di generi alimentari per le famiglie bisognose, che venivano a ritirarli: ora li portiamo noi a domicilio».

Ricambio generazionale

Ma non si potrebbe lanciare un appello a coloro che non stanno lavorando? «Non è così semplice, è impossibile arruolare nuove leve adesso - prosegue Restuccia - Per fare il volontario occorre una certa preparazione. Prima di salire su un’ambulanza bisogna avere alle spalle corsi formativi ed almeno 40 ore di servizio: ma ora, per rispetto delle indicazioni fornite dal Ministero, tutte le attività dell’associazione, anche quelle formative, sono ferme. Noi dobbiamo essere i primi a rispettare le regole. Diciamo che quando torneremo alla normalità ci piacerebbe avere forze fresche».

Il sistema regge

Getta acqua sul fuoco il presidente della Croce Verde Rolando Landini: «Finora siamo riusciti a coprire tutti i turni. Certo c’è chi è più preoccupato e chi lo è di meno; molti faticano con i bambini a casa, ogni famiglia si trova a fronteggiare situazioni nuove».

Tuttavia, tiene a sottolineare Landini, «ma nessuno si tira indietro e continuiamo a svolgere il nostro compito. Vedremo quale sarà l’evoluzione».

E aggiunge: «Chi giustamente apprezza e valorizza il ruolo dei dottori e degli infermieri dovrebbe rendere il medesimo onore ai volontari, che danno un contributo importante per salvaguardare lo stato sociale».

Su questo punto concorda Restuccia e non potrebbe essere diversamente: «In questi giorni di emergenza, più che mai, i nostri volontari si dimostrano estremamente preziosi. Onore dunque alle 30 persone che giorno e notte assicurano, ogni giorno, l’assistenza, con senso di responsabilità e altruismo encomiabile». —

Am.P.

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