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Sede Avis senza luce e acqua e quella nuova ancora non c’è

C.O.

Il presidente: «L’abbiamo chiesta al sindaco, ma non è tra le sue priorità» Doveva avvenire il trasloco in un palazzo in via Borri, però la ditta è fallita

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Avis senza casa. O meglio, collocata da anni in un appartamento-magazzino, di proprietà del Comune, al primo piano di uno stabile in via Marconi al civico 4, senza luce, acqua e riscaldamento. «E in queste condizioni – afferma Thomas Benvenuti, presidente 21enne della sezione bagnolose dell’associazione che si occupa di donazioni di sangue, studente universitario –. È molto difficile rilanciare un’attività che, in questa fase particolare, sarebbe di fondamentale importanza».

Vita contrastata, quella della sezione Avis di Bagnolo: fino a sei anni fa era tra le più importanti della provincia reggiana, con molti donatori iscritti e la possibilità di fare prelievi. «Poi – prosegue Benvenuti – su decisione, secondo me sbagliata, dell’ex presidente, l’attività di raccolta è cessata in attesa del trasloco in una nuova sede che però non è mai stata costruita».

Ecco il punto: l’Avis, assieme al Cup e all’ambulatorio pediatrico, avrebbero dovuto trovare casa in via Borri, in un altro edificio pubblico dalla storia, però, tormentata. «La ditta che ha iniziato i lavori è fallita – spiega Benvenuti – poi è subentrata Unieco, e si sa come è andata a finire. Per farla breve: il palazzo che avrebbe dovuto ospitarci ha le fondamenta e 4 piloni, un ammasso di ferro arrugginito e niente altro». Benvenuti, con il supporto del presidente Avis provinciale Stefano Pavesi e di William Punghellini, capogruppo della civica “Siamo Bagnolo”, sta facendo pressing sul sindaco Gianluca Paoli per ottenere una nuova collocazione.

«Il mio obiettivo – spiega – per il quale lavorerò con determinazione, è far ripartire l’attività istituzionale dell’Avis Bagnolo, per far conoscere le nostre finalità e far aumentare gli iscritti. Ho preso in mano questa associazione un anno fa trovandola con appena 20 donatori. Oggi sono il doppio. Ma senza un luogo nel quale potersi riunire e accogliere le persone è difficile pensare a uno sviluppo ulteriore. Il problema è che non mi pare sia tra le priorità del sindaco, il reperimento di un luogo da affidare ad Avis».

Di riunioni, per la verità, ce ne sono già state diverse. L’ ultima il 18 febbraio scorso: una assemblea comunale alla quale hanno partecipato anche il presidente regionale Avis Maurizio Pirazzoli, quello provinciale e il responsabile locale. «Abbiamo rinnovato la richiesta della sede – continua Benvenuti – ma la risposta del sindaco è stata: “Ci stiamo lavorando”». Troppo poco, secondo i vertici Avis. «Puntiamo a una soluzione condivisa e in tempi non eccessivamente dilatati – è il giudizio di Pavesi – perché ripartire con l’attività istituzionale della sede di Bagnolo significa aumentare persone accreditate e quindi i donatori». Della questione “sede Avis” si parlerà anche in consiglio comunale (non appena ricominceranno) grazie a una interpellanza firmata da Punghellini. «Una sede idonea è più che urgente – afferma – per far ripartire l’attività». —

C.O.

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