Gazzetta di Reggio

Reggio

Confindustria Ceramica aiuta gli ospedali reggiani

Adriano Arati

Dall’associazione di categoria stanziati 100mila euro per l’Ausl di Reggio La donazione servirà ad acquistare letti per la terapia intensiva

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REGGIO EMILIA

Centomila euro per gli ospedali reggiani, con cui acquistare materiale per l’emergenza. Li ha messi a disposizione Confindustria Ceramica, che ha fornito anche la stessa cifra alla Fondazione Ospedale di Sassuolo. In tutto 200mila euro per le strutture sanitarie delle due province in cui l’associazione industriale del mondo ceramico è più presente e radicata.

Confindustria Ceramica rivendica di aver mostrato dal primo momento «un’attenzione alle persone e al territorio che ha portato il nostro consiglio generale a decidere di donare 200mila euro alla Fondazione Ospedale di Sassuolo e, attraverso l’Azienda Usl, agli ospedali della provincia di Reggio Emilia per l’acquisto di letti per la terapia intensiva, per aiutare il nostro straordinario Sistema Sanitario a gestire l’emergenza Covid-19».

Alla solidarietà si uniscono però preoccupazioni per la tenuta futura: «È indispensabile che l’attività delle imprese ceramiche italiane – secondo specifiche strategie e scelte aziendali – possa proseguire per non vanificare tutti gli investimenti e gli sforzi fatti negli anni, in una fase economica complessa sui mercati».

Per questo, ricordano, «le industrie italiane della ceramica stanno realizzando ogni possibile sforzo organizzativo per attuare misure di prevenzione a tutela dei lavoratori, con l’obiettivo di far convivere le priorità di carattere sanitario con la prosecuzione delle attività di spedizione e produzione. Fin dalla creazione della prima zona rossa, le aziende ceramiche hanno organizzato, anche a seguito del costante confronto con i sindacati, postazioni di lavoro e aree di ristoro tali da far rispettare le distanze di legge».

Un punto chiave è quello dei collegamenti: «Il sistema del trasporto merci rappresenta uno snodo essenziale, che deve continuare a operare. Per tutelare autisti e personale di spedizione, le imprese ceramiche hanno adottato misure di contenimento quali nuove procedure di ingresso, transito e uscita, su percorsi dedicati e con tempistiche predefinite, tali da mantenere in ogni situazione la distanza di sicurezza tra le persone».

Collegamenti anche con l’estero, non facili in giorni di frontiere chiuse: «Altro aspetto fondamentale, per un settore che esporta l’85% della produzione, è che le frontiere rimangano aperte. Come Confindustria stiamo chiedendo all’Ue regole chiare e semplici, valide per tutti gli Stati membri, per gestire in sicurezza gli scambi, al fine di evitare chiusure unilaterali. Bene la decisione della Germania che, nel chiudere le frontiere, ha mantenuto aperta la circolazione degli autotreni per evitare misure inutili per contenere la diffusione e dannose per tutti». —

Adriano Arati

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