Gazzetta di Reggio

Reggio

MA NOI CI SIAMO

"È il tempo della buona informazione. Giornali e edicole sono un bene pubblico"

Andrea Martella*
"È il tempo della buona informazione. Giornali e edicole sono un bene pubblico"

Il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, sull’iniziativa della Gazzetta, al fianco degli edicolanti nell'emergenza Coronavirus

3 MINUTI DI LETTURA





La lettera

Caro Direttore, stiamo affrontando, come Italia e come italiani, una prova molto difficile. Un nemico invisibile da alcune settimane sta cambiando profondamente le nostre abitudini, il nostro stile di vita, costringendoci a riflettere sulla fragilità di tutto ciò che fino ad oggi consideravamo “normale”, quasi scontato. Il primo pensiero va a chi ha perso la vita e a tutti coloro che stanno soffrendo. E sicuramente un grande ringraziamento va rivolto ai medici e agli infermieri che sono in prima linea a fronteggiare quotidianamente, e con enormi sacrifici, questa emergenza. Ad affiancare il loro impegno c’è quello delle forze dell’ordine, delle forze armate, della Protezione civile e di tutti quei lavoratori che proseguendo nella loro indispensabile attività continuano a far pulsare il grande cuore del nostro Paese. Tra questi ci sono gli operatori dell’informazione, ci sono i giornali, che ci consentono di sapere ciò che accade e che ci accompagnano nell’adozione di comportamenti responsabili.



Il Governo ha scelto di tutelare la piena attività di tutta la filiera editoriale, considerandola come un “bene pubblico”, un servizio essenziale.

E non è un caso se gli italiani, in questa fase di grave difficoltà, stanno riscoprendo il valore della buona informazione, professionale e affidabile, che con il proprio ruolo aiuta la coesione e sconfigge le fake news che sono sempre pericolose, tanto più in un momento come questo.



Per questa ragione, sin dall’inizio dell’emergenza, ho invitato i cittadini ad informarsi solo da fonti istituzionali e da testate giornalistiche accreditate. Di questo lavoro prezioso, di questa vera e propria “missione” portata avanti con professionalità e dedizione, va ringraziata tutta la filiera editoriale che comprende anche gli stampatori, i distributori e non da ultimi gli edicolanti.

È una missione che non conosce sosta e che deve essere svolta nel pieno rispetto del protocollo adottato dal Governo e dalle parti sociali per la tutela della salute sui luoghi di lavoro.



Il vostro “Ma noi ci siamo” è davvero un bellissimo slogan. L’apertura delle edicole, in un momento così critico, è l’affermazione di uno spazio di libertà. E l’acquisto dei giornali rappresenta per molti nostri concittadini un modo per mantenere uno sguardo sul mondo, quello più prossimo e locale, ma anche quello più lontano, pur dovendo restare a casa.

È questo, il grande valore aggiunto garantito dal mondo dell’informazione. Ed è proprio per questo motivo che negli ultimi mesi, come Governo, abbiamo lavorato per sostenere una filiera che è fondamentale per la qualità stessa della nostra democrazia. Per questo sono stati scongiurati i tagli ai contributi, abbiamo stanziato risorse nuove per la promozione della lettura nelle scuole e previsto misure per accompagnare i processi di ristrutturazione aziendale. E nel decreto “Cura Italia”, appena approvato, un provvedimento che mobilita 25 miliardi di euro per tutelare salute ed economia del Paese, sono previste misure che riguardano anche questo settore.



Si interviene sul credito di imposta per la pubblicità sui giornali e sull’innalzamento e ampliamento del tax credit per le edicole, estendendolo anche ai distributori che portano i giornali nei piccoli centri.

Le edicole, anche nei momenti più terribili della storia del nostro Paese, sono rimaste aperte e lo sono anche in questi giorni che ci mettono a dura prova, grazie allo spirito di servizio e alla dedizione di tanti edicolanti che non si sono fermati, consapevoli dell’importanza del proprio lavoro. A loro va la mia gratitudine.



L’informazione, insomma, va sostenuta in ogni modo. Perché è una parte fondamentale della battaglia contro il coronavirus e perché è un elemento cruciale di coesione del Paese. L’Italia è sempre uscita dalle crisi peggiori e ha sempre costruito il meglio, dando le prove più belle di sé, quando ognuno ha saputo curare l’interesse nazionale sopra ogni altra cosa. Anche questa volta sarà così e quando ne saremo fuori potremo ritrovarci più forti e compatti di prima. —

* Sottosegretario  all’Informazione ed Editoria







 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google