Eroina, pena soft per un trafficante Ha collaborato durante il processo
REGGIO EMILIA
L’atteggiamento collaborativo in aula e la prova che ha effettivamente cominciato a disintossicarsi dalla droga ed è seguito dal Sert: su queste due basi è stata costruita dalla difesa – cioè l’avvocato Costantino Diana – l’udienza decisiva relativa allo spacciatore marocchino 30enne Zakaria Karib che nel settembre scorso era stato incastrato dalla polizia grazie alla segnalazione di alcuni cittadini e approfonditi controlli da parte degli agenti.
In casa, il nordafricano, nascondeva eroina per oltre 10mila euro, pronta per essere spacciata in strada.
Giudicato nei giorni scorsi con rito abbreviato – quindi con sconto di pena di un terzo – il 30enne è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione dal giudice Chiara Alberti (la Procura aveva chiesto una sentenza un po’ più severa). Karib non è più in carcere, ma deve osservare l’obbligo di firma. Stiamo parlando di un volto noto all’interno del mondo degli spacciatori. Nel 2012, ad esempio, era stato arrestato per due volte nel giro di poche settimane poiché sorpreso a spacciare hascisc al parco Cervi (ex Tocci). Spaccio e tossicodipendenza fanno parte della sua vita da tempo sopra le righe: anni di errori pur di raggiungere un facile guadagno e finanziare la propria tossicodipendenza. A tutto ciò ora pare intenzionato a metterci fine.
Il 29 settembre scorso le Volanti erano intervenute in via Foscato, dove era stato segnalato un giovane che a bordo di un’Audi si attardava e parlava in modo sospetto con un altro individuo. Giunti sul posto gli agenti avevano rintracciato l’automobilista in questione e il marocchino Karib. Dalla perquisizione non saltava fuori nulla, ma il comportamento sospetto del nordafricano induceva gli agenti a perlustrare anche la sua abitazione – in via del Gattaglio: nella scala a rampa che porta al sottotetto erano spuntati 400 grammi di eroina. —
T.S.
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