Nessun controllo alle Reggiane «Scaduta la convenzione»
REGGIO EMILIA
Che fine hanno fatto i senzatetto che vivono alle Reggiane? Nessuno lo sa. Nell’emergenza sanitaria universale che stiamo vivendo a finire nel dimenticatoio sono gli ultimi degli ultimi, già in precedenza ridotti a dormire nei capannoni abbandonati nell’ex area industriale. Dall’ultimo censimento si tratta di meno di un centinaio di persone, che non rientrano tra coloro che usufruiscono del piano accoglienza invernale, al contrario ad esempio dei barboni che dormono alla stazione storica o in centro. Un piano, del resto, tradizionalmente con posti letto inferiori alle reali necessità. Le forze dell’ordine, alle prese con una riorganizzazione in corsa e servizi parecchio modificati, non stanno più eseguendo i consueti controlli a cadenza settimanale in via Agosti. Ci si limita a giri di perlustrazione esterni: non risultano esodi o fughe da parte degli stranieri, che non avrebbero nemmeno le risorse economiche per andarsene dagli alloggi di fortuna ricavati nei locali sporchi tra mura cadenti. L’unica cosa certa è che tra i denunciati per il mancato rispetto del decreto non risulta nessuno che dorme alle Reggiane: anche i più poveri hanno capito che è meglio non muoversi. L’Unità di Strada della Papa Giovanni XXIII, l’unica ad approcciare coloro che occupano le Reggiane con visite bisettimanali, da gennaio non si reca più nella zona degradata. «Non andiamo da inizio anno perché è scaduta la convenzione con Stu Reggiane – ha spiegato il presidente del centro sociale Fabio Casali –. Eravamo in procinto di ripartire con una nuova progettualità che sarebbe durata per tutto il 2020 quando è scoppiata l’emergenza, che ci ha colto di sorpresa. Nell’ultima settimana l’unità ha continuato a svolgere uscite sul territorio per informare e indirizzare i senzatetto, ma non alle ex Reggiane». —
Am.P.
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