Gazzetta di Reggio

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Piano d’accoglienza prolungato di un mese

Ambra Prati

Ieri la riunione tecnica: dormitori con orari flessibili, il servizio diurno a San Maurizio aperto anche sabato e domenica 

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA

Piano di accoglienza freddo prolungato di un mese, dormitori con flessibilità oraria e Drop-in diurno aperto sette giorni su sette, unità di prossimità ridotte ma attive, volontà di tornare alle Reggiane e presidi sanitari per gli operatori del terzo settore. È quanto si è deciso ieri durante una riunione, in videoconferenza, indetta dal Comune di Reggio Emilia e dall’Ausl, che si sono confrontati con La Dimora d’Abramo (in quanto gestore della Casa Albergo per senzatetto vicino all’ex Caam in centro storico), Caritas, Papa Giovanni XXIII e Coop La Quercia per fare il punto sul tema “senza fissa dimora, accoglienza ordinaria e bassa soglia in relazione alle misure urgenti per il contenimento del coronarivus”. Un coordinamento necessario per supportare le fasce più deboli della popolazione impaurite dal Covid-19: persone con dipendenze e senzatetto che non possono stare per strada in questo periodo.

«Abbiamo riunito il tavolo tecnico che segue il tema senza fissa dimora per ricalibrare e riattivare i servizi – ha spiegato Daniele Marchi, l’assessore a Bilancio e Welfare che ha coordinato la riunione insieme a Elisabetta Negri dell’Ausl –. Qualche clochard in strada c’è ancora, chi con più o meno autonomia. I servizi si sono attivati proprio per assicurare un rifugio anticontagio anche ai più deboli. Sottolineo che non c’è aumento dell’utenza, ma un comprensibile incremento della paura tra queste fasce di persone dalla salute vulnerabile».

La molla della riunione è stata proprio la “rivolta” pacifica nella struttura di Roncocesi gestita dalla Papa Giovanni XXIII.

«La situazione più delicata ce l’abbiamo avuta nello scorso fine settimana in un dormitorio dove gli ospiti non hanno voluto uscire all’alba – ha proseguito Marchi –. Alla luce dell’accaduto abbiamo deciso anzitutto la proroga dell’accoglienza invernale, il piano freddo: come ogni anno sarebbe scaduto il 31 marzo, sarà prorogato fino a fine aprile. I dormitori saranno aperti con flessibilità oraria: significa che gli ospiti potranno restare più a lungo nelle strutture attrezzate e che hanno i requisiti adeguati, come quella della Caritas. E soprattutto abbiamo condiviso, per i casi con dipendenze, di tenere attivo il Drop-in (struttura di bassa soglia) tutti i giorni, sabato e domenica compresi». Il Drop-in gestito dalla Coop La Quercia a San Maurizio, è un servizio diurno: non ha posti letto ma è dotato di docce e servizi igienici, senza contare che lì saranno portati anche i pasti dalla mensa Caritas. Chi passerà la notte nei dormitori di giorno potrà restare nel Drop-in. Si è deciso di riattivare le unità di prossimità. «Le unità di prossimità continueranno ad uscire ma in forma leggera: al massimo in due. Non faranno più aggregazione, si limiteranno all’informazione sanitaria e a indirizzare le persone alle strutture più adatte». Per le ex Reggiane «la situazione è più complessa, ci stiamo coordinando con l’Ausl per capire come far fronte – ha proseguito l’assessore –. La volontà è quella di riattivare monitoraggio e riduzione del danno, finora sospeso, ma si deve definire la modalità». Un altro aspetto toccato è stato quello dei dispositivi di protezione (mascherine, guanti e tute) mancanti per gli operatori del terzo settore. Abbiamo deciso insieme all’Ausl, più che altro a tutela dell’utenza, di mettere anche questi operatori in coda alle forniture in arrivo». —

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