«Stop ai volontari e al pubblico ma ai cani le cure di sempre»
Come si stanno organizzando i canili della provincia dopo il decreto dell’8 marzo Per tutti però si fermano le adozioni in attesa che passi l’emergenza globale
REGGIO EMILIA
L’emergenza Coronavirus e lo stop a molte attività deciso dal governo, tocca anche i canili. Le iniziative di adozione, infatti, sono sospese. Purtroppo, anche le adozioni già decise. Ma quello che non si ferma è la cura agli animali che vivono nei box, che continuano a essere accuditi grazie all’organizzazione che ogni singola struttura si è data.
«Attualmente, siamo chiusi – racconta Elisabetta volontaria del Centro Soccorso Animali di Arceto – e questo purtroppo a discapito di alcune adozioni programmate, ma che ora non possono essere effettuate. Comunque, la gestione dei cani procede con tutte le misure di sicurezza per gli operatori: uso di mascherina, distanza di sicurezza tra le persone». «Anche i volontari si sono organizzati per coprire le esigenze durante il sabato e la domenica – va avanti – personale ridotto alle effettive esigenze di pulizia e accudimento cani. Il servizio di accalappiamento continua a essere garantito. Stoppate le visite degli adottanti a distanza. Per il bene di tutti abbiamo preferito evitare rischi».
Al Canile Intercomunale di Novellara hanno deciso lo stop anche ai volontari. Ma qui operano cinque operatori a tempo pieno più altri due lavoratori. «La cura dei cani è garantita, escono dai box tutti e tutti i giorni. Tra noi c’è anche un educatore cinofilo. Ci mancano i volontari e mancano anche agli animali, ma per la sicurezza abbiamo preferito chiudere». —
Elisa Pederzoli
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