Don Vezzosi «Stiamo uniti con speranza e serenità»
MONTECCHIO
Ha da poco compiuto 89 anni, ma ha ancora la grinta di quando, giovane parroco sceso da Pantano di Carpineti, si trasferì nella frazione di Villa Aiola per fondare quella parrocchia che ancora regge da quasi sessant’anni.
E con la forza d’animo che ha sempre contraddistinto e trasmesso alla comunità, monsignor Antenore Vezzosi ha voluto affidare ai social network il suo personale incoraggiamento e la preghiera ai fedeli che tanto lo amano. «Aiolesi, parrocchiani e amici carissimi – inizia il messaggio – dove eravamo rimasti? Che succede in Aiola, in Italia, in Europa e nel mondo in questa Quaresima 2020? Oggi è la festa di san Giuseppe e desidero salutarvi con affetto, augurarvi buona salute, anche se il mondo sta attraversando un periodo misterioso, dovendo tutti lottare contro un nemico minaccioso e imprevedibile: il coronavirus».
«Non nascondiamo la preoccupazione – ha incalzato l’anziano sacerdote – non trascuriamo le cure, ma nessuno sia avvilito. Preghiamo il Creatore, il Padre nostro, il Signore della vita in molti momenti della giornata, offrendo anche il nostro lavoro tribolato. La vita ci è stata donata perché ne facciamo un dono d’amore a Dio e ai fratelli, nel cammino verso l’ eternità».
Monsignor Vezzosi, rimarca poi le caratteristiche della sua gente, come insegnamento per gli altri. «Per la comunità di Aiola – dice – dovrebbe divenire più facile affrontare il nuovo che ci attende, proprio per l’unione di fede e di solidarietà riscontrate in altre circostanze, per l’intelligenza e la generosità di diversi collaboratori pronti ad aiutarsi, e per i giovani e le ragazze ben disposti a ritrovarsi con coraggio».
Infine, arrivano la benedizione e il messaggio di speranza per tutti. «Quando finirà l’emergenza? Quando potremo scambiarci gli auguri di Pasqua? Speriamo presto. Sentiamoci sulla stessa barca insieme alla comunità di Montecchio e a tutta la Chiesa, sicuri della protezione di san Giuseppe, sposo della Vergine Maria. Papa Francesco rivela di essere devotissimo del nostro santo patrono: a lui affida le richieste delle grazie più importanti per l’umanità. A san Giuseppe e a Maria sua sposa, anche noi tutti ci raccomandiamo. Un abbraccio e una benedizione. Tanta serenità e speranza». —
Alessandro Zelioli
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