«Dopo due ricoveri e tanta paura ora sono guarito»
Fossa, caposquadra dei vigili del fuoco colpito dal Covid-19 domani torna a casa: «Grazie ai sanitari per ciò che fanno»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA
“Sto meglio, sto meglio. Domani (oggi, ndr) mi faranno le ultime analisi e venerdì, se Dio vuole, dovrei essere dimesso”. Traspare positività dalla voce di Gian Marco Fossa, il caposquadra dei vigili del fuoco (alle spalle 32 anni di servizio) che a fine febbraio è stato ricoverato al reparto Infettivi del Santa Maria Nuova perché trovato positivo al Covid-19. Il suo è stato il primo caso di positività accertata all’interno del Comando dei vigili del fuoco di Reggio Emilia. Intervistato nei primi giorni di ricovero, Fossa aveva dichiarato di non sapere come avesse contratto il virus e aveva descritto una quotidianità faticosa nella stanza in isolamento, fatta di supporto agli altri pazienti e con le uniche visite degli infermieri protetti da mascherine, guanti, tute e quant’altro. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: il pompiere, dimesso una prima volta, ha passato nella sua abitazione un solo giorno, poi una ricaduta ha reso necessario un secondo ricovero, che adesso sembra agli sgoccioli. «Sì, sono entrato due volte in ospedale ma l’importante è che sia guarito. Il morale è alto: è la fine di un incubo personale. Speriamo che sia veramente finita per me, mentre l’incubo collettivo purtroppo continua. Dopo un mese passato in un letto d’ospedale non ci si può immaginare cosa significa», dice Fossa, sollevato anche per la situazione familiare. «Mia moglie è stata in quarantena ma sta bene, mentre mia figlia di 25 anni non ha accusato alcun sintomo. Meno male». Il pompiere ha voluto ancora una volta ringraziare medici e infermieri del Santa Maria Nuova. «Perfino i ricoverati non hanno il polso della situazione all’interno all’Arcispedale perché non possiamo varcare la soglia della porta. Però vediamo i sanitari che vengono da noi, tocchiamo con mano come siano allo stremo delle forze. Grazie e ancora grazie per quello che fate».
In questo mese che è parso un secolo, l’unica finestra sul mondo per il vigile del fuoco sono stati il cellulare e i social network. «Con i miei colleghi ci sentiamo tutti i giorni nelle varie chat, li ringrazio per i numerosi messaggi di incoraggiamento».
Quando era emersa la positività di Fossa erano stati messi in quarantena altri quattro vigili del fuoco, due che avevano avuto contatti con lui e due di altre squadre: di questi quattro solo uno è tuttora in stretta osservazione, sebbene non ricoverato. Intanto il Comando di via della Canalina ha riorganizzato il lavoro: mentre tutta la parte amministrativa è scemata, sono stati allestiti turni di 24 ore durante i quali i pompieri restano e dormono in caserma intervallati da riposi di tre giorni, per limitare gli spostamenti e mantenere una composizione minima degli uomini in servizio attivo (12 per l’unità in centrale e 5 per ciascuno dei tre distaccamenti di Castelnovo Monti, Sant’Ilario e Guastalla). —
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