Più di mille famiglie in attesa di avere una casa popolare Venti vivono in hotel
Il Comune cerca di recuperare 350 alloggi in due anni per fronteggiare il bisogno di appartamenti da assegnare
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA
Uno stanziamento di 3 milioni di euro spalmati sul 2020 e sul 2021 per recuperare e ripristinare dai 350 ai 360 appartamenti di edilizia pubblica, oggi non utilizzabili per nuove assegnazioni perché necessitano di lavori di ristrutturazione. Interventi di ristrutturazione e manutenzione piccoli e grandi a seconda di come l’ultimo inquilino ha lasciato l’alloggio, ma che nel frattempo fanno si che tutti questi appartamenti non siano oggi disponibili per accogliere altre famiglie. Un’operazione che alla sua conclusione porterebbe ad abbattere di circa il 33% la lunga lista di attesa per l’assegnazione di alloggi pubblici.
«Al 15 gennaio, data dell’ultima rilevazione che viene fatta due volte l’anno – rimarca De Franco – le domande per l’assegnazione di un alloggio in lista attesa erano 1.004 e mettere a disposizione altri 350 alloggi consentirà di ridurre la pressione dell’emergenza abitativa in città. Inoltre potremo dare risposta anche a quei 20 nuclei familiari che, essendo senza una abitazione, sono ad oggi alloggiati in albergo con una forma che prevede una loro compartecipazione alle spese».
Il progetto è in cima alla lista degli impegni dell’assessore alla Casa del Comune Lanfranco De Franco, assieme alla chiusura dell’accordo, in fase di definizione, tra Acer e le associazioni degli amministratori di condominio per fare un salto nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico, garantire per ogni immobile una gestione trasparente e prevedere azioni che favoriscano la socialità dei residenti e una valorizzazione del patrimonio pubblico. Si tratta sostiene l’assessore «di un piano straordinario per la casa per mettere a valore il nostro patrimonio di immobili destinato a edilizia popolare. Dal 2006 a oggi nel bilancio comunale non è mai stato previsto uno stanziamento di tale portata ed è un intervento che si affianca al progetto più complessivo e di ampio respiro per la riqualificazione di via Paradisi, per il quale invece dobbiamo attendere la risposta della Regione».
La ricognizione degli appartamenti gestiti da Acer sui cui intervenire è già stata effettuata e, aggiunge De Franco, «il costo medio per ripristinare un alloggio, ma la cifra varia da caso a caso, è di circa 10mila euro. Per questo ritengo che al termine dei lavori potremo abbattere considerevolmente il numero delle richieste. Siamo nella fase conclusiva e se la misura sarà approvata a fine marzo, con il via libera al bilancio preventivo 2020, i cantieri potranno partire in autunno».
Anche per questa ragione l’assessore ribadisce la sua volontà di appoggiare la Giunta nel voler approvare il bilancio preventivo 2020 entro il 31 marzo. «Altrimenti – spiega – dovremo bloccare ulteriormente progetti e iniziative perché dovremo operare per così dire per dodicesimi».
E cioè disporre mese per mese delle risorse messe a bilancio lo scorso anno. «Un modo di operare – sostiene De Franco – che andrebbe a limitare fortemente la operatività del nostro Comune». La prima necessità, conclude, «è trovare una soluzione anche a quelle famiglie alloggiate in albergo pagando di tasca loro una quota della spesa dell’alloggio. Ogni volta che si sblocca la graduatoria si dà una risposta all’emergenza della casa, ma una casa che sia dotata di spazi comuni e di socialità, altrimenti il rischio è quello di rinchiuderci tra quattro mura». —
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