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Raccolta rifiuti, cambia per chi è in quarantena

Adr.Ar.

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Anche la raccolta dei rifiuti si adegua all’emergenza, e le tariffe rischiano di pagare il conto con un rincaro. L’Istituto Superiore di Sanità ha emanato indicazioni per smaltire i rifiuti domestici nel periodo dell’emergenza sanitaria. Chi fosse positivo al Coronavirus o quantomeno in quarantena obbligatoria non dovrà più effettuare la classica raccolta differenziata, separando i prodotti, ma dovrà buttare tutto nei sacchetti dell’indifferenziata, oltre ad usare precauzioni ulteriori. I rifiuti indifferenziati non vengono riciclati ma bruciati e quindi non vi sarebbero rischi di contagio. Il tema è pressante a Rubiera, primo Comune in provincia ad aver avviato la tariffa puntale, in cui parte della tassa sui rifiuti viene calcolata contando l’effettivo numero dei conferimenti. A incidere sulla cifra sono le volte in cui si usano i contenitori per l’indifferenziata e l’organico (umido). Chi ora è costretto per motivi sanitari a buttare tutto nell’indifferenziato, si troverà di fronte una somma totale più elevata rispetto al solito perché non può separare plastica, carta e vetro. Il Comune cercherà di intervenire con sconti ad hoc. «Ci muoveremo per fare in modo che da noi si inserisca poi una apposita agevolazione come esiste per chi ha i pannolini, per intenderci – dice il sindaco Emanuele Cavallaro –. Non l’abbiamo stabilito prima perché la situazione era imprevedibile, ma prima della fatturazione di questi mesi interverremo: abbiamo già avviato l’interlocuzione con Iren». Per chi non ha restrizioni, le modalità non cambiano. Un vantaggio la tariffa puntuale ce l’ha: «I rifiuti di chi è in isolamento non sono nel bidone dove vanno tutti». —

Adr.Ar.

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