Gazzetta di Reggio

Reggio

il caso giudiziario 

Truffe sul web, la maxi causa rallenterà: troppi testimoni

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

È uno dei processi più complessi in corso nel nostro tribunale, ma dovrà per forza di cose “rallentare” in questi tempi di emergenza da Coronavirus, perché le udienze sin qui affrontate sono state all’insegna di venti e passa testimonianze alla volta. L’allusione è al procedimento con oltre una trentina di imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e riciclaggio. In pratica, secondo l’accusa (rappresentata dal pm Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta) vendevano l’aspirapolvere tanto agognato piuttosto che pneumatici o le vacanze dei sogni, incassando soldi senza consegnare la merce. E sin qui sono state sentite non poche vittime, passaggio inevitabile perché secondo gli inquirenti vennero messi a segno almeno 400 raggiri.

Udienze affollate che non potranno mai essere messe smaltite finché la pandemia non sarà terminata.

Nell’indagine dei carabinieri di Castelnovo Monti denominata “Last fraud” erano convogliate le numerose denunce presentate da truffati che, invece di acquisti scontati da pescare su Internet, si sono trovati quindi con un pugno di mosche in mano. Il programma giudiziario prevede che questo processo entri davvero nel vivo a maggio, ma a questo punto il condizionale è a dir poco d’obbligo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google