Appello della Croce Verde «Servono nuovi volontari»
La pubblica assistenza alle prese con l’aumento delle richieste «Chi può dare una mano ce lo comunichi»
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA
Anche i volontari dell’assistenza sanitaria sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus e in questi giorni di emergenza risulta ancor più prezioso il loro contributo a soccorrere i malati e i loro familiari sottoponendosi a un impegno gravoso e al rischio del contagio. Le forze finora mobilitate non bastano e la Croce Verde lancia un appello ai cittadini disponibili a dare una mano: «Invitiamo coloro che possono dedicare qualche ora del proprio tempo a comunicarcelo. Oltre ad essere in campo nei nostri servizi possiamo svolgere attività diverse di aiuto e sostegno a chi ne ha bisogno. Noi ci saremo. La nostra porta è aperta per chi vuole entrare e compiere una utile esperienza civica e morale».
Non è un invito a nozze, ma un’invocazione a chi non difetta di solidarietà umana e di coraggio. I medici e gli infermieri rappresentano in Lombardia il 12% dei contagiati. A Reggio un volontario del Tribunale, che non è un ospedale, ha perso la vita. Ai volontari della pubblica assistenza spettano compiti delicati. «I giorni che stiamo vivendo - spiega la Croce Verde - sono particolarmente difficili per la complessità della situazione che si è determinata con il coronavirus. Siamo impegnati a garantire nel migliore modo possibile i servizi ordinari e straordinari sotto il coordinamento della Usl a tutti coloro che necessitano di aiuto e supporto».
Non si tratta soltanto degli interventi con le autoambulanze. La pandemia sta generando una diffusa inquietudine, che diventa turbamento profondo in chi ha un familiare o un parente malato e richiede quindi un supporto psicologico. «Stanno aumentando - specifica la Croce Verde - anche le necessità di vicinanza a coloro che sono coinvolti nelle problematiche dell’attuale situazione. Ne derivano le incombenze di chi accompagna i pazienti all'interno degli ospedali (i soccorritori dell’impresa sociale) e degli addetti alle onoranze funebri chiamati a spiegare ai congiunti l’impossibilità di accompagnare i loro cari nell’ultimo viaggio. Intanto i volontari e i dipendenti della pubblica assistenza non indietreggiano di fronte ai rischi del contatto con persone che evidenziano stati di salute sospetti».
La Croce Verde, infine, si unisce alle autorità civili e sanitarie nell’esortare tutti a rispettare le prescrizioni dei decreti in vigore: «Se ognuno di noi - sottolinea - è responsabile e si attiene alle norme decise dagli organi competenti questo aiuta a superare in positivo questo difficile momento che stiamo tutti vivendo».
Chi vuole contattarla può farlo con più facilità chiamando il numero di telefono unico 0522 3200. —
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