«Tanta solidarietà e messaggi per me e il piccolo Leonardo»
La storia della madre che lotta per riabbracciare il figlio portato in Turchia dall’ex suscita la reazione di molte persone che vogliono sostenerla in questa battaglia
Elisa Pederzoli
NOVELLARA
«Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà, mi hanno contattato tante persone. Non me lo aspettavo».
Ilaria Sassone, la mamma di Novellara che sta lottando per riavere il suo bambino di 3 anni portato in Turchia dal suo ex compagno e che da oltre un mese non ha notizie di loro, commenta così la reazione che la gente ha avuto dopo che ha avuto il coraggio di rendere pubblica la sua storia e di chiedere aiuto per combattere quella che si preannuncia come una battaglia lunga e difficile. «Anche da Firenze, dove ho lavorato a lungo in un bar, mi hanno scritto diversi clienti, amici dell’Università. Gente che non sentivo né vedo da tanto tempo anche qui nella Bassa», racconta.
Sono parole di gratitudine quelle pronunciate da Ilaria, che sa di aver bisogno di più aiuto possibile in questa battaglia. Un percorso in cui ha trovato dalla sua parte l’associazione “Non da sola”, l’avvocatessa Giovanna Fava che la sta seguendo dal punto di vista giudiziario e anche la sindaca di Novellara, Elena Carletti. «Nonostante l’emergenza che stiamo vivendo, ogni giorno non perde occasione nel dare notizie sulla situazione Coronavirus di ricordare che le nostre vite vanno avanti e di essere di aiuto al caso».
Una delle difficoltà della battaglia di Ilaria riguarda i costi: per gestire le pratiche burocratiche che servono per comunicare con la Turchia e cercare di riavere Leonardo servono costose traduzioni. Bisogna mettere in campo molte forze. Per questo, ora ha aperto una pagina Facebook dedicata (si chiama “Leonardo nel cuore”) dove si possono trovare tutte le informazioni, compreso il numero di conto corrente per dare un contributo alla sua battaglia (IT39X0103012802000010006303).
È da inizio febbraio che Ilaria non vede più il piccolo Leonardo, che compirà 4 anni da aprile. Lo aveva consegnato al padre, un 43enne tedesco di origini turche con cui ha avuto una relazione difficile e con cui era in causa per l’affidamento del piccolo. La decisione del giudice di Firenze – dove la coppia aveva vissuto insieme – è arrivata quando il bambino era già lontano con il padre e ha stabilito, sulla base di una relazione degli assistenti sociali critica sulla situazione che viveva il piccolo a casa dell’uomo, per l’affidamento alla donna.
La quale non ha potuto fare altro che denunciarlo per sottrazione di minore. Sull’uomo pende un provvedimento di fermo. Ma lui è irreperibile.
E a complicare tutto c’è la pandemica globale: frontiere chiuse, Stati impegnati nella gestione del contenimento del contagio. Ma intanto Leonardo chissà dove è. —
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