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Morte in piazza, spunta in aula un nuovo elenco di parti lese

Tiziano Soresina
Morte in piazza, spunta in aula un nuovo elenco di parti lese

Solo due dei nove feriti reggiani hanno sinora preso posizione in udienza Processo troncato in due: rito abbreviato dal gup e giudizio ordinario in Assise 

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Tiziano Soresina

/ TORINO

Si è troncato in due il procedimento principale sui tragici fatti di piazza San Carlo a Torino del 3 giugno 2017, quando durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenò il panico e rimasero ferite ben 1.694 persone – fra cui nove reggiani – e due donne sono morte.

E proprio sul versante delle parti lese è stato stilato un nutrito elenco di persone identificate negli atti, ma non costituitesi parte civile. Quindi vi sarà da capire nei prossimi mesi – causa l’emergenza Coronavirus gli slittamenti delle udienze sono all’ordine del giorno – come si muoveranno tutti i feriti reggiani. Al momento solo due dei nove hanno preso posizione. Il gualtierese 26enne Mattia Zerbin (che ha una prognosi certificata di 40 giorni) si è costituito parte civile tramite gli avvocati Vainer Burani e Manuela Mora.

Coinvolto pure un altro giovane della Bassa – cioè il guastallese 22enne Federico Borgonovi – che è tutelato dall’avvocato Gabriele Pignagnoli: «Per il momento la strada giudiziaria scelta – sostiene da tempo il legale – è quella di una causa civile per il risarcimento-danni. Federico è caduto spinto da quel caos, ferendosi ginocchia e mani con i vetri sparsi sull’asfalto».

Il gup torinese Maria Francesca Abenavoli ha disposto nove rinvii a giudizio e il processo partirà a fine giugno. Si parlerà della troppa gente fatta affluire nella piazza, delle bevande alcoliche liberamente vendute dagli abusivi, delle bottiglie in vetro che una volta cadute a terra diventarono coltelli acuminati, delle transenne che trasformarono le vie di esodo in un labirinto inestricabile, delle persone travolte e calpestate durante il fuggi fuggi.

I reati contestati sono colposi perché gli imputati sono chiamati a rispondere solo delle lacune nell'organizzazione e nella gestione dell'evento, ma la competenza è della Corte d'assise per una complicata questione tecnica: in un procedimento parallelo, infatti, un gruppo di giovanissimi di origini marocchine sono stati accusati (e condannati in primo grado) di omicidio preterintenzionale per avere gettato la folla nel caos spargendo spray al peperoncino a scopo di rapina. La causa riguarderà il viceprefetto Roberto Dosio, Alberto Bonzano e Michele Mollo (dirigenti della questura), Marco Sgarbi (dirigente della Polizia Municipale), Paolo Lubbia e Chiara Bobbio (dirigenti del Comune di Torino), Dario Longhin (funzionario dei vigili del fuoco) e i componenti della commissione provinciale di vigilanza Franco Negroni e Pasquale Piro. Altri sei imputati – fra cui la sindaca Chiara Appendino e l’allora questore Angelo Sanna – sempre a giugno saranno giudicati con rito abbreviato per disastro, lesioni e omicidio colposo. Secondo il pm Vincenzo Pacileo i diversi enti che si occuparono della serata (Comune, Questura, Prefettura) non lavorarono a regola d’arte. —

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