Primi decessi nell’Arma a Bergamo e La Spezia Anche Reggio li piange
REGGIO EMILIA
A subire le conseguenze peggiori del Coronavirus spesso è chi combatte in prima linea per arginarlo e aiutare i più deboli. L’Arma dei carabinieri ha registrato giovedì le prime due vittime contagiate dal Covid-19 a La Spezia e a Bergamo: due padri di famiglia giovani, di 53 e 47 anni, rimasti in servizio finché le condizioni di salute hanno consentito loro di farlo.
La notizia si è diffusa con sconcerto nelle caserme e il Comando generale dell’Arma ha comunicato le condoglianze ai familiari. E in questo momento luttuoso anche il Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia – guidato dal colonnello Cristiano Desideri, profondamente colpito dall’accaduto al pari dei suoi uomini – ha espresso vicinanza e si è stretto idealmente a mogli e figli dei militari, scomparsi dopo un’esistenza dedicata al dovere e alle istituzioni nella convinzione di dover garantire la sicurezza della comunità. I deceduti prestavano servizio in altre regioni e non avevano legami con Reggio Emilia, il che non deve far abbassare la guardia.
Il maresciallo maggiore Massimiliano Maggi, 53 anni, era in servizio nella stazione di “La Spezia principale”: risultato positivo al tampone, è drammaticamente deceduto in ospedale lasciando la moglie e due figli di 22 e 16 anni.
Faceva invece onore alla divisa, a Bergamo, l’appuntato scelto Claudio Polzoni, addetto alla centrale operativa della città al momento più martoriata dal virus.
Appena una settimana fa Polzoni aveva perso il suocero a causa del morbo, finendo a sua volta ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano dove è morto poco dopo. Anche lui lascia la moglie e due bambini. —
am. p.
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