Rigore morale, partito e famiglia La lunga vita del partigiano Tano
Per i 94 anni di Gaetano Davolio, le parole dell’amico Fontanesi «Orgoglioso di aver trascorso assieme a te un tratto di strada»
l’omaggio
Proprio in occosione della festa del papà, Gaetano Davolio, per gli amici Tano, ha festeggiato i suoi 94 anni e ricordo con piacere, la sua storia. Lunghissima, pienamente vissuta, ancora oggi col piglio da partigiano e con quel rigore morale che è stato il tratto distintivo della generazione come la sua. Una storia condivisa per 70 anni insieme alla moglie Carla.
Come spesso racconta, non è stato facile scegliere di unirsi ai partigiani, aveva appena 18 anni allora, consapevole che ciò avrebbe potuto comportare anche il sacrificio della vita, ma quella decisione non l’ha mai più rinnegata e ci mancherebbe.
«Ciascuno di noi venne assegnato a famiglie fidate della zona, erano case di contadini e case di latitanza dove al mattino lavoravamo e la sera facevamo le azioni. Inizialmente senza problemi, perché il nostro contributo nel lavoro era molto utile, tuttavia col passare del tempo, la presenza di un partigiano avrebbe creato gravi problemi alle famiglie che ci ospitavano e se scoperte, il rischio era quello della fucilazione per il capo famiglia e la casa bruciata – racconta – Pur non facendoci mai mancare alcun sostegno, era giunto per noi il momento di una seria riflessione, tutto ciò diventava un fatto di coscienza, perché con queste famiglie si creavano anche dei legami affettivi e non potevamo permetterci di arrecare loro dei danni tanto irreparabili. Perciò era una vita mai tranquilla».
Davolio è nato il 19 marzo 1926 a Campagnola. A soli 11 anni viene mandato in una famiglia di contadini di Cognento, perché i genitori braccianti, poverissimi, non possono mantenerlo. Nei primi mesi del 1944 entra nella Resistenza nelle Sap della zona di Budrione, Migliarina. Nell’ottobre del 1944 aderisce al Pci e in novembre, viene arrestato dalla Brigata Nera, torturato, è però fortunosamente rilasciato. Dopo l’arresto, si forma il Distaccamento Campagnola Nord della 77esima Brigata Garibaldi, operante nella Bassa Reggiana, a cui Tano viene aggregato. Il suo nome di battaglia è Wherter. Passa nella 143esima Brigata Garibaldi nella zona di Neviano degli Arduini a Parma, fino alla Liberazione. Dal 1948 al 1953 ricopre il ruolo di presidente dell’Anpi della sezione di Campagnola e il 19 aprile del 1953 diventa sindaco, fino al 27 luglio 1970. Nell’estate dello stesso anno, il Pci lo invierà a Reggio Calabria, per far crescere la sezione del partito, compito che assolverà ricevendo la lettera di ringraziamento del segretario Enrico Berlinguer. Tano è tutt’ora è presidente onorario di Anpi Campagnola. Tanti auguri amico mio, non è certamente il mondo che avresti voluto, questo, ma la tua parte l’hai assolta in pieno, sicuramente non possiamo dire la stessa cosa noi che siamo venuti dopo, ma almeno l’orgoglio di aver trascorso insieme un tratto della vita. Sempre dalla stessa parte. —
Alessandro Fontanesi
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