Un altro pompiere positivo al virus e dodici fuorisede non sono rientrati
È un trentenne in servizio a Sant’Ilario e ricoverato alla Rems Vigili del fuoco reggiani costretti a turni di 24 ore ciascuno
Ambra Prati
REGGIO EMILIA
Un altro vigile del fuoco positivo al Covid-19, quattro uomini (il suo turno nella sede distaccata di Sant’Ilario) messi in quarantena preventiva, altri dodici uomini fuorisede che mancano all’appello perché in malattia e i funzionari tecnici con la reperibilità poiché si registra carenza sia a Piacenza sia a Parma.
Si assottigliano sempre più le fila tra i vigili del fuoco, messi a dura prova dal contagio: in totale sono sedici i pompieri in quarantena e due i ricoverati. Ricordiamo che il primo caso di positività al virus, scoperto a fine febbraio, riguardava il caposquadra 52enne Gian Marco Fossa, in servizio in città. Fossa doveva essere dimesso oggi invece, per ora, resta ricoverato in ospedale per una complicazione di altra natura, tuttavia dal controtampone è risultata la negatività e il suo umore è alto, tanto che anche ieri ha chattato con i colleghi.
Dopo la scoperta della sua malattia erano stati messi in quarantena preventiva altri quattro pompieri (due che avevano avuto contatti con lui e altri due che non ne avevano avuti, ma presentavano sintomi sospetti): di questi quattro, solo uno è rimasto in stretta osservazione. Pare non ci sia alcuna correlazione tra questo primo contagiato e il nuovo caso emerso mercoledì scorso, quando un vigile del fuoco in servizio al distaccamento di Sant’Ilario è stato ricoverato alla Rems di Reggio. «Si tratta di un trentenne di origini calabresi assunto da poco tempo. Tra l’altro i sintomi parevano incerti: prima è risultato negativo al tampone, poi in un secondo tempo positivo – ha dichiarato Luca Incerti, sindacalista della Fp-Cgil – Lo abbiamo sentito per telefono e sta bene».
Tuttavia per motivi precauzionali il suo turno (quattro uomini, considerando che una squadra è composta da cinque pompieri) è stato messo in quarantena preventiva a partire dalla data dei primi sintomi del trentenne, il 10 di marzo, e per una durata di 14 giorni: quindi la quarantena per i quattro finirà il 24 marzo. «Al momento il sistema regge – ha proseguito Incerti – Risultano poi altre persone a casa in malattia: può essere che siano positivi ma non sono stati fatti i tamponi e non abbiamo notizie certe. È un periodo difficile per tutti, il pensiero va a coloro che sono in ospedale».
In realtà, fa sapere il Comando di via della Canalina, i pompieri non in servizio attualmente sono 12: si tratta dei vigili del fuoco fuorisede, residenti in altre regioni, che in base all’articolo 87 del decreto “Cura Italia” hanno chiesto di essere dispensati dal servizio per non essere esposti al rischio e per non dover affrontare viaggi in auto problematici, visto che i mezzi pubblici scarseggiano. «A queste richieste il Comando reggiano ha risposto negativamente: non possiamo acconsentire perché altrimenti non riusciremmo a garantire il servizio», è stata la spiegazione ufficiosa. Di fronte a un diniego sono fioccate le malattie. Oltre al fronte provinciale con l’organico ridotto al minimo (dodici pompieri a Reggio e cinque in ciascun distaccamento, turni di 24 ore e riposi di tre giorni al fine di evitare spostamenti) c’è poi il fronte regionale, che comincia a scricchiolare. Il Comando di Piacenza ha chiesto aiuto: serve un rinforzo di personale, non operativo bensì di dirigenti, poiché su tre funzionari tecnici ne è rimasto solo uno. La richiesta è stata “girata” a Parma, che con tutta probabilità non riuscirà a far fronte perché anche lì la pandemia è alquanto diffusa; così i dirigenti reggiani sono tenuti alla reperibilità a cascata, che finora non si è resa necessaria. —
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