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l’iter giudiziario 

Aleggia sui tre indagati reggiani un processo in contumacia

Aleggia sui tre indagati reggiani un processo in contumacia

Attesa per la scelta in Francia dopo il “no” all’estradizione dell’artista Lino Frongia e la consegna posticipata per il 74enne Giuliano Ruffini

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montecchio

E adesso cosa succederà nella clamorosa inchiesta francese sul commercio milionario di falsi quadri antichi?

Il magistrato transalpino – Aude Buresi – vicepresidente incaricata dell’istruttoria al Tribunale di Grande Istanza di Parigi ha messo nel mirino tre reggiani: il 74enne Giuliano Ruffini e il figlio Matthieu (sono originari di Vetto) e il pittore montecchiese 61enne Lino Frongia.

Matthieu Ruffini è indagato a piede libero, mentre sugli altri due – nel 2019 – era stato spiccato dalla Francia un mandato di arresto europeo con relativa richiesta di estradizione. Ruffini è accusato di frode in commercio, tentata truffa, truffa in banda organizzata, riciclaggio abituale di proventi di frodi commerciali e truffe.

Di recente la Corte d’appello di Milano ha deciso per il “sì” alla consegna alle autorità francesi (nonostante il parere negativo della difesa rappresentata dai legali Federico De Belvis e Gaetano Pecorella, nonché della Procura generale) ma non prima che il procedimento penale per un’evasione fiscale da oltre 6 milioni di euro, pendente presso la Procura di Reggio Emilia (il pubblico ministero è Giacono Forte) e ancora in fase di indagini preliminari, abbia compiuto il suo iter e sia arrivato, con sentenza, in Cassazione.

Frongia è indagato per riciclaggio abituale di proventi di frodi commerciali e truffe, complicità in frode commerciale, truffa e tentativo di truffa: per l’artista la Corte d’appello di Bologna ha rifiutato l’estradizione. Ora tutti e tre gli indagati rischiano di essere processati in Francia, di sicuro in contumacia per Ruffini padre e Frongia. —

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