Don Giuseppe ricorda Filippo «Aveva tanta voglia di vivere»
Un paese in lutto per la morte del 12enne avvenuta per arresto cardiocircolatorio Le parole del sacerdote: «Nessuno era pronto per un dramma di questo tipo»
Poviglio
Tanti piccoli flash corrono nella mente di don Giuseppe Lusuardi, parroco di Poviglio, nel ricordare Filippo Ravacchia, il 12enne stroncato venerdì pomeriggio da un arresto cardiaco che lo ha colpito mentre si trovava in casa con la madre, nell’abitazione di famiglia in via Diaz.
È difficile trovare le parole in un momento come questo, per cercare un minimo di senso e consolazione davanti a una tragedia che ha colpito una famiglia molto conosciuta e che frequenta attivamente la parrocchia. «Era un bambino come tanti – racconta don Giuseppe, che conosce bene la famiglia colpita dal grave lutto – con tanta voglia di vivere. Tante volte ha fatto il chierichetto durante la messa, era preciso e puntuale. Ho tanti ricordi di Filippo che mi vengono in mente in questo momento, ma non riesco a metterli in ordine: nessuno era pronto a un dramma di questo tipo».
Grande lo sconforto della comunità povigliese, all’interno della quale lo stesso sacerdote, nella serata di ieri, ha fatto circolare un messaggio in ricordo del 12enne. «Signore – si legge – non ti chiediamo perché la vita di Filippo è stata così breve, ma ti ringraziamo per il tempo che ce l’hai donato. Queste parole di Sant’Agostino le avevo sentite tante volte nelle liturgie di commiato, ma non le avevo mai percepite così vicine. Esse suscitano in me, ora, dopo il pianto iniziale appena ricevuta la comunicazione della inaspettata morte, tanta speranza e desiderio di amare la vita per quello che è giusto. In questo momento davanti alla scomparsa del carissimo Filippo si apre per tanti, per i suoi genitori, la fatica di vivere, di riprendere la vita in mano, avendo davanti agli occhi il limite umano messo in evidenza da una morte inattesa. Pio e Federica – aggiunge, rivolgendosi ai genitori – avete manifestato nei fatti il vostro amore per lui rendendo visibile e concreto l’amore per la vita vera, il donarsi di Dio e il vostro donarvi».
Pio Ravacchia e Federica Prati sono persone conosciute e stimate: lui dirigente nella filiale Unicredit, lei insegnante. In queste ore hanno ricevuto l’abbraccio ideale da parte degli amici e della comunità, in un momento nel quale non è purtroppo concesso svolgere rosari né tanto meno funerali.
Filippo è morto nel pomeriggio di venerdì. Mentre era in casa con la madre, ha iniziato ad accusare problemi respiratori e a perdere coscienza. L’intervento dei soccorritori si è purtroppo rivelato vano, in quanto il cuore del bambino si è fermato durante il trasporto in volo, in elicottero, verso l’ospedale Maggiore di Parma. Il 12enne frequentava la prima media e amava lo sport. Era iscritto da un anno alla squadra di tennis da tavolo dell’Audax Poviglio e solo pochi mesi fa aveva svolto la visita di idoneità sportiva, che non aveva ravvisato problemi. —
A.V.
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