Gazzetta di Reggio

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Il bilancio Comune per Comune, la Lombardia lo fa

Fausto Campani
Il bilancio Comune per Comune, la Lombardia lo fa

Gli interrogativi di un lettore e un appello all’Ausl di Reggio Emilia 

3 MINUTI DI LETTURA





LA LETTERA

Caro Direttore, chiedo spiegazioni in merito ai decessi in provincia, essendo costretti ( giustificato il motivo ) alla permanenza in casa o comunque a non frequentare i soliti luoghi di associazione, non si è più informati sul nome dei deceduti, che siano conoscenti o meno non si sa più niente. A parte i necrologi ufficiali , ma 18 deceduti e solo tre necrologi fanno temere che ci possano essere conoscenti, colleghi, compagni di lavoro o altro che siano deceduti senza che si sia saputo niente. Non si può partecipare al funerale , ed è giusto cosi, ma si può sempre avere un pensiero per lui/lei e la famiglia. Mi chiedevo se questa mancanza di informazioni sia dovuta ad una legge che impedisce di comunicare il nome dei dati dell’anagrafe quotidiana ( morti/nati) oppure ad altro. Tempo addietro esisteva una rubrica sul giornale che aggiornava ( mi sembra giornalmente ) quanto avveniva nel comune, oggi non mi sembra che ci sia più. Grazie in anticipo per un’eventuale risposta informativa e buon lavoro.

Fausto Campani



Risponde il direttore della Gazzetta.



Signor Campani, la ringrazio perché ci dà occasione di replicare ai tanti interrogativi che i lettori ci sottopongono, ogni giorno. Noi cronisti dipendiamo più che mai dalle fonti che – nel caso – sono unicamente la Regione e il commissario per l’emergenza dal quale tutte le sere abbiamo il bilancio dell’Emilia-Romagna: positivi, morti, guariti…

L’ufficio stampa dell’Ausl di Reggio Emilia a ruota fornisce i dati provinciali che per come sono formulati sembrano un rebus.

Un esempio, quello di venerdì: “Casi positivi 773 (+165), isolamento domiciliare 396 (+ 103); terapia intensiva 57 (+2); ricovero non TI 330 (+60); deceduti 56 (+18)”.

Di seguito: “I deceduti sono 4 donne e 12 uomini nati negli anni 1939, 1926, 1961, 1933, 1937 x 2,1933,1929 x 2, 1939, 1938, 1932, 1928, 1957, 1935 x 2, 1941, 1948, residenti, non nello stesso ordine, nei Comuni di Montecchio x 2, Toano, Bagnolo, 2 Reggio Emilia, Carpineti, Carpi, 2 San Martino in Rio, Fabbrico, Castelnovo Monti, Casalgrande, Sant’Ilario d’Enza, Rubiera, Gattatico x 2, Scandiano”...

Capite con quali problemi di estrapolazione e analisi abbiamo a che fare ogni sera?

La Regione Lombardia invece, sempre giornalmente, fornisce centralmente il consuntivo Comune per Comune.

Questa puntualità permette ai cittadini di comprendere in tempo reale l’evoluzione dell’epidemia nell’ambito più prossimo al loro luogo di residenza. Non si tratta di eccesso di informazione, ma di una risposta attiva al pubblico interesse.

Credo che la Regione, il commissario, l’Ausl comprendano. E risolvano.

Nel rispetto della legge non vengono forniti i nomi dei morti. E qui vi è la seconda nostra difficoltà: venire a conoscenza dei nomi dei deceduti e misurarci con il dolore delle famiglie restie alla conferma se non alla risposta. Le famiglie sono protagoniste di un dramma infinito: la perdita, l’impossibilità del saluto, niente funerale, la quarantena. Il necrologio sul giornale è diventato l’ultimo dei pensieri. —

St.Sc.

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