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Ogni giorno 350 pasti per i bisognosi Così la Caritas “combatte” il Coronavirus

Ogni giorno 350 pasti per i bisognosi Così la Caritas “combatte” il Coronavirus

Per aiutare la Mensa è attivo un conto corrente bancario. I volontari: «Il nostro nemico è subdolo, ma noi restiamo umani»

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REGGIO EMILIA

Trecentocinquanta pasti al giorno. Sono quelli preparati dalla Caritas diocesana nella struttura di via Adua.

Continua infatti senza sosta l’impegno a favore delle persone accolte e di quanti, sempre in maggior numero, si presentano davanti alla Mensa per mangiare.

Oltre ad essere distribuiti in loco, i pasti vengono portati nelle sedi di accoglienza e nei dormitori allestiti nelle parrocchie. La preparazione è garantita da un serrato lavoro degli operatori della Caritas e dei tanti – insostituibili – volontari che ogni giorno si mettono a disposizione per il lavoro di cucina e di distribuzione. A tutti, ovviamente, vengono richiesti il rispetto delle ordinanze, l’utilizzo dei dispositivi di protezione e la messa in atto di tutte le precauzioni necessarie per evitare la diffusione del Coronavirus.

Il lavoro di squadra è necessario (oggi più che mai), l’organizzazione si fa sempre più accurata e l’impegno dei volontari esprime, ancora una volta, quanto patrimonio di generosità abbiamo a disposizione e mostra, in un momento così difficile e drammatico, uno dei volti più belli della nostra società.

«Certo, il lavoro in cucina per cinque ore consecutive è pesante – confida un volontario in un breve momento di pausa – ma c’è anche grande soddisfazione nel pensare che il tuo impegno ha permesso a tante persone di avere un pasto e di avere l’occasione per avere un “contatto”, seppur fugace e protetto, con altre persone. Donare un sorriso non è sempre facile perché la stanchezza e le preoccupazioni abbassano la guardia, ma siamo certi di colmare, almeno per pochi minuti, tanta solitudine».

Anche per questo motivo, Caritas ha deciso di lanciare la campagna “Chiamati anche ora alla relazione”. «In questo momento – spiegano gli operatori – non ci è chiesto di sospendere le relazioni, ma di far sentire ancora più forte che siamo una comunità. Una comunità che soffre ma che nel tempo stesso è unita. Il lavoro incessante del Centro di Ascolto (a sportello chiuso per ovvie ragioni) continua al telefono per aiutare le persone, continuare ad ascoltarle e per portare una parola di conforto».

L’impegno eccezionale di queste settimane è reso possibile anche dagli aiuti economici a sostegno delle sempre crescenti spese per garantire i rifornimenti alla mensa e i dispositivi di protezione individurale a chi opera. Caritas Italiana ha messo a disposizione un contributo di 10.000 euro, derivante dallo stanziamento della Cei in occasione di questa emergenza, fondi praticamente già spesi per le scorte di materiale. «Tendere una mano – dicono gli operatori di Caritas – mettersi a disposizione direttamente, fare una piccola offerta... sono tanti i modi per essere solidali in questo momento così difficile. Facciamo appello al buon cuore delle persone affinché ognuno possa contribuire e metterci “del suo” anche rimanendo a casa propria». Le offerte possono essere versate sul conto corrente bancario n. 27543 presso Ag. 68 di Reggio Emilia di Emilbanca (Iban: IT75 G070 7212 8050 6822 0127 543 con causale “Emergenza Coronavirus”) oppure tramite i canali telematici segnalati sul sito www.caritasreggiana.it (donazioni con carta di credito, PayPal e Satispay).

«È doveroso un immenso grazie ai tanti esercizi commerciali e catene che continuano a donare alla Mensa pasti già preparati o beni necessari alla preparazione – concludono gli operatori di Caritas – Altrettanto grande è il ringraziamento ai tanti volontari organizzati (come i gruppi di Protezione Civile) o spiccioli che ogni giorno si rendono disponibili per la Mensa o altri servizi». Usando le parole di un’altra volontaria: «Siamo dalla stessa parte contro un nemico veramente subdolo e incontrollabile, ma che non l’avrà vinta sulla nostra capacità di rimanere umani». —

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