Quotidiano di guerra e quotidiano di casa
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Lavoriamo in una situazione complicata. È giusto che i lettori lo sappiano, non per giustificare le lacune riscontrabili in un “giornale di guerra”, ma per farlo ridiventare il “giornale di casa”. Considerando che i reggiani stanno in casa, si riappropriano di una dimensione domestica, della città, del territorio, con la loro fragilità e umanità (di questa ce ne vuole in abbondanza, tiratela fuori).
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