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Da manager anglosassone a birraio a Reggio Emilia

Roberto Fontanili
Da manager anglosassone a birraio a Reggio Emilia

Gordon Dennison, produttore e fondatore di un birrificio in via Samoggia «Qui in Italia ho realizzato il mio sogno, presto aprirò anche in via Guasco»

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Roberto Fontanili

/ REGGIO EMILIA

Innamorato della birra. E soprattutto della cultura, delle tradizioni e della storia di uomini e di popoli che – come il vino – porta con sé, tanto da diventarne produttore e fondatore di un birrificio artigianale in via Samoggia. Altrettanto innamorato dell’Italia, a tal punto da lasciare Londra per abitare prima nel Lodigiano e poi a Reggio. «Della nostra città mi sono innamorato subito», dice Gordon Dennison, di padre inglese madre tedesca, per anni manager in una multinazionale, che ha scelto Reggo come sua seconda patria. Sposato con due figli, arrivato in Italia 30 anni fa e per amore non se ne è più andato, che ha deciso, non appena il coronavirus lo permetterà, di aprire in via Guasco un pub e un beer shop per far conoscere ai reggiani non solo le sue birre artigianali, prodotte secondo la tradizione inglese e tedesca, ma anche sidro, idromele ginger beer e vini di frutta.

«Tutto all’insegna del “gusto inglese e della passione italiana», sottolinea. La decisione, aggiunge, «l’abbiamo presa sette mesi fa. Assieme a mia moglie Antonella stavamo cercando un negozio in centro. Siamo passati da via Guasco e ci siamo subito resi conto di come stava diventando bella. Il Comune ha davvero fatto un ottimo lavoro e abbiamo deciso di aprire lì in nostro pub e lo shop».

Gordon, una laurea in Tecnologia dei materiali e un impiego in una multinazionale, racconta di essere «arrivato in Italia per risolver un problema con un cliente» e – con puntiglio anglosassone – «di averlo risolto». Ma nel frattempo ha incontrato la milanese Antonella, che poi sarebbe diventata sua moglie e con la quale, complici i figli, ha deciso, sei anni fa di trasferirsi nel Reggiano.

«Il mio sogno – continua – è sempre quello di aprire un birrificio e quando sono arrivato in Italia anni fa ho trovato le prime birre artigianali. Ho iniziato a fare la birra in casa, ma nel frattempo in mercato italiano è diventato sempre più interessante e allora ho deciso di lasciare il mio lavoro che mi portava in giro per il nord Italia tutta la settimana. Nel 2017 ho deciso di fare il birraio a tempo pieno e ho aperto il mio birrificio Dennison’s in via Samoggia. Adesso vogliamo espanderci e arrivare in centro, confrontarci direttamente con il cliente e aiutarlo ad imparare ad apprezzare la birra e le altre bevande di nostra produzione».

Gordon si lancia in un parallelo tra vino e birra per sostenere che «per entrambi non bisogna fissarsi solo su un tipo, ma occorre aver la voglia di conoscere, assaggiare, sperimentare e inventare nuovi abbinamenti tra bevanda e cibo».

«Continueremo – prosegue – la vendita all’ingrosso in via Samoggia, ma presto, spero, saremo anche via Guasco. Vorrei far apprezzare e conoscere non solo le birre, ma sidro ginger, beer, e soprattutto l’idromele, la bevanda dei Vichinghi, visto che in Italia c’è un miele fantastico e alcuni vini di frutta di succo d’arancia, limone e bergamotto che possono essere un’alternativa a vino e birra». Dopo averci spiegato che anche il termine «luna di miele» deriva da idromele, in quanto in passato i familiari e gli amici per augurare felicità e fertilità ai novelli sposi regalavano loro una fornitura di idromele per un mese – cioè li tenevano allegrotti e su di giri per qualche tempo – sottolinea di «utilizzare solo prodotti italiani», aggiungendo che «le nostre mele sono fenomenali e dovremo anche assumere qualcuno che ci affianchi». Il birrificio è un’impresa che impegna tutta la famiglia, ma la moglie continua a lavorare e i figli nel frattempo hanno preso strade diverse. Il maschio si è laureato e si è trasferito in Germania e la figlia frequenta l’Università.

Gordon, parlando con il quale nonostante i 30 anni trascorsi in Italia ti riporta per l’accento alle telecronache di Dan Peterson, resta un inguaribile ottimista e guarda già oltre l’emergenza coronavirus. «Il nuovo pub aprirà appena potremo e sarà una grande festa per la fine di questa grave crisi. Sarà l’occasione per scoprire quale birra accompagnare ai diversi tipi di cibo e giocare con gli abbinamenti. Il nostro non sarà un ristorante perché nel fare la birra mi sento tranquillo ma competere con gli italiani con la cucina è impossibile. A me piace giocare e ad esempio il sidro è un fantastico abbinamento con formaggi stagionati come il nostro Parmigiano – Reggiano». —

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