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Il fascino e la spettralità della notte nei centri storici deserti da giorni

Leonardo grilli
Il fascino e la spettralità della notte nei centri storici deserti da giorni

Quando cala la sera i giochi di ombre e luci creano atmosfere gotiche lungo le strade disabitate Un sacrificio necessario per superare l’emergenza e tornare di nuovo a popolare le nostre città 

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Leonardo grilli

A girare per le strade deserte della città, quando cala il buio e si accendono le luci dei lampioni, sembra quasi di sentirle sussurrare, le voci dei reggiani dei tempi che furono. Personaggi illustri ma anche ciabattini, maniscalchi, lavandaie, lustrascarpe, ombre di un passato cancellato e dimenticato dalla frenesia contemporanea e che ora ritorna, nel silenzio spettrale e meraviglioso dei centri cittadini disabitati.

Reggio Emilia, i paesi della Bassa e dell’Appennino, gli antichi paesaggi medioevali della provincia si trasformano, di notte, in scenografie teatrali dal sapore gotico. Liberi, per una volta, dal caos moderno. Libertà che sarebbe meravigliosa, affascinante persino, se non fosse frutto di una costrizione, quella a restare chiusi in casa, e di una paura, quella di essere contagiati o di poter contagiare.

La statua di piazza Prampolini, quel Crostolo simbolo di vitalità e benessere, osserva un panorama sterile di ombre senza vita. Il vociare dei giovani seduti ai tavolini, il tintinnio dei bicchieri durante gli aperitivi, sono rumori spariti da giorni. Solo una bicicletta, incatenata da qualcuno che forse non può più uscire per riprenderla, resta lì a fargli compagnia.

La fontana del Valli, illuminata e funzionante, proietta sulla facciata del teatro municipale il tricolore della bandiera italiana che nessuno può ammirare. Lo stesso teatro che solo pochi giorni fa aveva accolto la nuova Ferrari. Un evento mondiale ora sfumato, che sembra quasi appartenere a un’epoca passata.

Piazza Fontanesi e piazza Casotti, i salotti buoni della città, non accolgono più nessuno sui loro divani fatti per ospitare allegre futilità. E di piazza Roversi e delle polemiche sulla sua ristrutturazione, sui tre tassi da salvare, ormai non importa più a nessuno. I neon della nuova fontana proiettano le luci su una chiesa del Cristo che, durante la messa più importante, è costretta a rimanere chiusa ai fedeli così come tutte le altre in regione. Camminando per il centro storico sembra di sentirle quelle voci antiche, voci di donne e uomini che sono sopravvissuti a guerre, bombardamenti, saccheggi. Voci che dicono di resistere, perché ci si rialzerà ancora. —

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