Il forno che “invecchia” dietro la porta blindata
Secondo gli investigatori francesi: "Si sarebbe «fatto ricorso alla cottura in un apposito forno per creare sulla superficie dei dipinti una rete di crettature".
MONTECCHIO. Un fitto reticolo di screpolature che si forma sulla superficie dei dipinti. Tecnicamente viene definita crettatura e analizzando queste screpolature gli esperti definiscono l'età di un dipinto, ma anche scoprire i falsi. È questo un aspetto non secondario dell’inchiesta francese, perché secondo gli investigatori transalpini si sarebbe «fatto ricorso alla cottura in un apposito forno per creare sulla superficie dei dipinti una rete di crettature».
Passando al setaccio un domicilio degli indagati Giuliano e Matthieu Ruffini era stato trovato «un forno industriale – viene rimarcato negli atti d’indagine – dissimulato in un locale la cui porta d’accesso blindata si trovava nascosta dietro uno scaffale a rotelle».
Il riferimento è al momento in cui dalla Francia era partita una segnalazione – sul caso – alla Procura di Reggio Emilia e il pm Giacomo Forte ha aperto un fascicolo – nei confronti dei due Ruffini – per contraffazione di opere d’arte ed evasione fiscale. Veniva disposta una perquisizione (da parte della Guardia di finanza) e nelle case dei due indagati venivano sequestrate alcune opere d’arte e un forno. Non si fece attendere la replica degli avvocati difensori che impugnavano il provvedimento e ottenevano – dal Riesame – la restituzione in toto di quanto bloccato. Ma non era finita qui, perché la gendarmerie – tramite una rogatoria internazionale – era poi piombata in Italia. Però la perquisizione nell’abitazione degli indagati andava a vuoto: del forno “incriminato” non c’era traccia.
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