Morto a 65 anni Carmine Pascarella stimato psicologo e psicoterapeuta
Il medico si è spento sabato sera al Santa Maria Nuova Era considerato uno dei massimi esperti di affidi e adozioni
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA
Lo psicologo e psicoterapeuta Carmine Pascarella è morto sabato sera per complicanze cardiorespiratorie probabilmente legate al Codiv-19 all'arcispedale Santa Maria Nuova, dove era ricoverato da alcuni giorni. Avrebbe compiuto 66 anni il 25 aprile. Viveva in città, dove lascia la moglie e tre figli. Era uno dei massimi esperti di affidi e adozioni a livello internazionale. La sua scomparsa ha generato un profondo turbamento nei colleghi, nei legali e negli assistenti sociali che avevano avuto modo di apprezzarne la grande professionalità e umanità, oltre a privare tante famiglie della sua preziosa consulenza, che continuava anche dopo il pensionamento avvenuto l'anno scorso.
Sui social network, appena appresa la notizia, molti hanno espresso il loro cordoglio. Gli amici e compagni della lista Reggio Emilia in Comune lo salutano come «costruttore di dignità per i bambini/e, ragazzi/e, per genitori, educatori e operatori».
Il suo curriculum professionale era cospicuo. Dopo avere frequentato a Reggio l'istituto magistrale Matilde di Canossa si era laureato in psicologia a Padova. Come dirigente psicologo era stato per trentanove anni alle dipendenze dell'azienda sanitaria reggiana. Dal 1989 svolgeva anche attività di cura di pazienti con disturbi ansioso-depressivi e ossessivo-compulsivi, nonchè di terapia individuale, di coppia e dell'infanzia. Dal 1998 conduceva gruppi di adulti e minori ed era consulente del reparto di emodialisi e malattie infettive del Santa Maria Nuova. Tuttavia si occupava prevalentemente di affidi e adozioni, accompagnando i genitori affidatari e adottivi nell’incontro con i bambini e nel complesso cammino che porta all'instaurazione e al consolidamento delle nuove relazioni affettive. Su questi temi aveva pubblicato negli ultimi dieci anni diversi articoli su riviste scientifiche. Dal 1997, inoltre, era supervisore di casi di accoglienza. La sua esperienza in questa litigiosa materia gli era valsa dal 2001 la nomina a consulente tecnico di ufficio e di parte nei casi di separazione da parte del Tribunale di Reggio. Quindi nel 2007 era divenuto anche formatore della Scuola di specializzazione nell’alta formazione di psicologia giuridica a Cremona. Pascarella era un profondo conoscitore delle dinamiche familiari, del mondo dell’infanzia e della genitorialità.
Prima di laurearsi aveva collaborato con Loris Malaguzzi, come educatore nelle scuole dell’infanzia di Reggio. Dopo essersi messo al servizio dell'Usl aveva prestato la sua consulenza anche ai casi di affido e adozione internazionale. Si occupava, in particolare, di problematiche affettive e comportamentali dei bimbi e di abusi sui minori. Anche dopo il pensionamento non si è mai sottratto alle iniziative di informazione e sensibilizzazione su questi argomenti.
Non aveva mancato, a tale proposito, di prendere posizione a favore dei servizi sociali della Val d'Enza, travolti dall'inchiesta sui presunti affidi illeciti.
Sul suo profilo Facebook si legge, fra gli altri, il seguente commento: «Con l’avvicinarsi delle elezioni riprende tumultuosa la strumentalizzazione politica. Giorgia Meloni, con le sue dichiarazioni, ha rappresentato un momento evolutivo positivo rispetto alle dichiarazioni precedentemente rilasciate da Di Maio, Salvini e Maria Edera Spadoni. Vorrei però fare alcune precisazioni sulle ultime dichiarazioni della Meloni. Quando lei dice che gli allontanamenti sono ingiusti prefigura una sentenza. Vorrei spiegarle che gli allontanamenti non sono stati fatti dai servizi sociali, ma vengono decretati dal tribunale per i minorenni. Quindi quando si dice che i servizi sociali hanno allontanato ingiustamente i bambini si dice il falso. In secondo luogo vorrei dire che se gli allontanamenti sono stati fatti ingiustamente conseguentemente a qualche reato ciò dovrà essere stabilito dal tribunale ordinario. In terzo luogo gli operatori di Bibbiano, al momento, sono solo indagati. Per tanto non sono imputati e nemmeno condannati. Si prega di cogliere la differenza. Da ultimo quando si auspica una punizione esemplare si aderisce ad una concezione fascista della giustizia che non può mai essere esemplare, ma semmai giusta». Pascarella era stato vicino anche all’avvocato Marco Scarpati, coinvolto in un primo momento in questa vicenda e poi totalmente sollevato. Scarpati gli rivolge perciò un affettuoso ricordo, sottolineando quanto la sua vita fosse «spesa generosamente a creare famiglie per i bambini che non ne avevano». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
