Oasi, ex cave e valli di Novellara habit naturali per tante specie
BASSA
Una parte del percorso individuato dal progetto “Pianura Blu” tocca l’Oasi Lipu Celestina di Campagnola: una piccola ma significativa zona umida, gestita dalla Lipu in collaborazione con il Comune il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.
Nasce sul finire degli anni '90 da una donazione di Maria Celestina Freddi, socia Lipu e appassionata di natura che, con un lascito testamentario lascia i 12 ettari della sua proprietà all’associazione. L’oasi è dotata di un centro visite e di due capanni per il birdwatching e la fotografia naturalistica. Nei laghi nidificano il Cavaliere d’Italia, la Sterna comune e l’Avocetta. Nei periodi del passo migratorio sono visibili limicoli, anatre, aironi e tanti piccoli passeriformi tra cui l’Averla piccola.
Rimanendo in zona, a Correggio, c’è l’Oasi di Budrio. Si tratta di una antica cava di argilla, ora piccola area umida, che comprende un lago con canneti, prati e macchie alberate. Il sentiero permette di arrivare ad un’area attrezzata per il birdwatching.
La fauna è rappresentata principalmente dagli uccelli, tra cui Folaga, Gallinella d’acqua, Germano reale e Cormorano.
Sempre nel territorio correggese, c’è il vecchio tracciato della linea ferroviaria Bagnolo-Carpi, attiva dal 1887 al 1955, occupato da una bellissima pista ciclo-pedonale, che congiunge gli abitati di Bagnolo e Correggio. La pista è bordata da estese siepi, che ospitano alberi ed arbusti ricchi di insetti ed uccelli. Il paesaggio circostante è quello tipico delle campagne coltivate, con macchie alberate e fossi. In prossimità delle cave di San Prospero e Fosdondo è presente un interessante nucleo di vegetazione naturale che ospita aironi, cormorani, picchi e tante altre specie di uccelli. In inverno è possibile ammirare rumorosi stormi di Cesene che si nutrono delle abbondanti e colorate bacche degli arbusti come il biancospino.
Si può accedere alla pista ciclo-pedonale da via Ronchi a Bagnolo, oppure dal piazzale Finzi di Correggio.
Un luogo naturalistico maggiormente noto è quello delle Valli di Novellara: sono ciò che rimane della grande palude antecedente alla vasta opera di bonifica terminata nei primi decenni del Novecento.
Oggi si presentano come un mosaico di coltivi, pioppeti e zone di acqua ferma, bordati da siepi e da canali. Tra le tante specie di uccelli osservabili, ricordiamo la Garzetta, la Nitticora, il Falco Lodolaio, il Nibbio bruno e il Gufo comune.
Significative le presenze della rara farfalla Zerinzia polissena e della Natrice tassellata, innocua biscia amante dell’acqua. Le principali vie d’accesso consigliate per raggiungere le Valli sono: Strada della Vittoria, Strada Valle, Via Donizetti, Strada Caldirana, provenendo da Novellara; via San Venerio, provenendo invece da Reggiolo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google