Gazzetta di Reggio

Reggio

Teatro on demand, il MaMiMò in scena con "Jekyll e Hyde"

Teatro on demand, il MaMiMò in scena con "Jekyll e Hyde"

Continua il cartellone digitale della compagnia reggiana. Qui puoi trovare lo spettacolo integrale. Buona visione!

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Teatro on demand. Lo propone il MaMiMò per affrontare questo periodo di isolamento, paura, dolore. Il teatro, oggi più che mai, deve restare punto di riferimento, dare spunti di riflessione... anche senza pubblico. O meglio, anche con il pubblico lontano.

La compagnia ha deciso di pubblicare gli spettacoli degli scorsi anni sul suo sito, e noi abbiamo deciso di condividere questo splendido "segnale di vita".

Tra i titoli in cartellone c'è anche "Jekyll e Hyde. Uno strano caso", del 2015.

Il pensiero novecentesco ha reso molto più fluidi e indefiniti i confini fra “bene” e “male” e questo – invece di far diventare il romanzo di Stevenson in un qualche modo datato – rende se possibile ancora più attuale il tentativo del dottor Jekill di isolare almeno una delle due estremità in cui sembra dividersi l’anima umana.

Cos’è il male? È interessante leggere nella prefazione dello stesso autore che Stevenson non identifica il male con la voluttà o, semplicemente, con il cedere ai propri istinti, ma è alla ricerca di qualcosa di più atavico… una certa luce negli occhi, un atteggiamento che potrebbe essere nominato in tanti modi e che lambisce i concetti di “viltà”, “egoismo”, “disprezzo”, “odio”, “invidia” eccetera, ma che non può in nessun modo essere riassunto da nessuno di essi. Il male è forse qualcosa di innominabile e inesprimibile, tanto quanto il bene o il concetto di divinità. Per questo il romanzo, e così sarà lo spettacolo teatrale, è allo stesso tempo sia un viaggio di alcuni personaggi all’interno di una storia, sia una ricerca profonda nell’animo umano sui fondamenti della nostra natura, estremizzabili in “bene” e “male”.

Se Hyde viene descritto come il “male assoluto”, Jekyll è invece un normale cittadino inglese di fine ‘800, alla costante ricerca di un equilibrio fra la morale pubblica, i propri istinti e la propria etica personale. Insomma, non è il “bene assoluto”, ma “la normalità”. Questo è molto interessante perché sta a significare che lo sdoppiamento non avviene separando due assoluti, ma isolandone uno solo, quello negativo. Come se solo l’indagine dell’oscurità potesse dirci qualcosa sulla luce. E anche lo spettacolo sarà così: un viaggio nel buio dell’uomo ottocentesco e dell’uomo di oggi, che forse ci farà scoprire, di rimando, anche qualcosa di fondamentale sulle sue e le nostre virtù.

Vi è venuta voglia di guardarlo (o riguardarlo)? Allora cliccate QUI. Buona visione!

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google