Dalla Concordia al ponte di Genova al Mose di Venezia
REGGIO EMILIA
Dalla Costa Concordia al ponte di Genova, passando per piattaforme petrolifere e altoforni in Cina. Sono tante le imprese che hanno fatto comparire il marchio Fagioli Spa sui giornali e sui media di tutto il mondo. Opere giudicate impossibili e risolvibili solo dagli ingegneri super esperti di Calerno, sempre presenti nei maggiori disastri che hanno afflitto l’Italia recente e nelle mega commesse governative come l’opera, tuttora in corso, dell’installazione di cassoni da 12mila tonnellate e delle maxi paratoie sommerse per il Mose di Venezia. L’ultimo progetto, fra i tanti in mano al gruppo, è stato la demolizione del ponte Morandi di Genova, avvenuta pochi giorni fa e seguita dall’illuminazione con il Tricolore; il percorso non è concluso, visto che la Fagioli Spa parteciperà anche alla ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, dove sono appena state issate le prime maxi campate.
È stata un’avventura quasi epica il sollevamento della Costa Concordia, la nave da crociera incagliatasi di traverso all’isola del Giglio dopo un “inchino” fuori luogo del comandante Francesco Schettino, che ne causò il naufragio con 32 vittime.
Il recupero del relitto sdraiato su un fianco, il primo della storia con un tale tonnellaggio e problematiche idrauliche, è stato risolto con un complesso sistema di cavi di acciaio fissati su martinetti idraulici e l’operazione straordinaria è stata seguita in diretta televisiva (una commessa da 20 milioni, secondo Il Sole-24 Ore). Uno sguardo al passato ricorda il trasporto del sottomarino Toti da Cremona fino al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, ma anche l’installazione di moduli per una piattaforma off-shore in Canada con pesi fino a 44mila tonnellate, la realizzazione del primo rigassificatore off-shore in cemento posizionato in alto Adriatico davanti a Rovigo, il sollevamento e l’installazione di una torre di trivellazione da 2.400 tonnellate su una piattaforma off-shore galleggiante a Palermo. E ancora la sostituzione di un’intera sezione di altoforno, dal peso di 2.500 tonnellate, per un’industria cinese. —
Am.P.
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