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I pasti alle famiglie bisognose li consegnano scout e Caritas

Luca Giuseppe Murrone
I pasti alle famiglie bisognose li consegnano scout e Caritas

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Il coronavirus non può fermare la generosità degli scout di Rubiera e della Caritas parrocchiale. Nonostante le misure restrittive previste dal decreto ministeriale in atto – che impone l’obbligo di restare in casa per contrastare la diffusione del virus – il gruppo scout di Rubiera ha voluto trovare metodi alternativi: servendo i pasti ai bisognosi direttamente a casa loro.

Uno dei tanti servizi che il gruppo rubierese, con una cadenza di due giorni alla settima, offre alla comunità, appunto, la donazione di prodotti alimentari, in collaborazione con la Caritas parrocchiale.

Con l’entrata in vigore, negli ultimi giorni, del nuovo decreto ministeriale e l’aumento delle misure restrittive, i tanti volontari che garantiscono da anni questo servizio ai più bisognosi, si sono trovati un po’ in difficoltà. Non si sono di certo lasciati abbattere, però.

Con il loro spirito di iniziativa, hanno ideato una nuova soluzione: consegnare gli alimenti direttamente a casa di circa 30 famiglie bisognose.

Questa innovativa operazione di generosità, che ha avuto anche il plauso e il ringraziamento del sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, si chiama “Reste a ca”. Un simpatico nome tutto reggiano che, però, ha origini lontane.

«Reste – spiega il sindaco Cavallaro sul suo profilo Facebook – è anche il nome del cane di San Rocco: il santo cui il Comune eresse, a metà Settecento, un altare per ringraziarlo di aver protetto Rubiera dalla peste. In quel periodo San Rocco si rifugiò in una grotta e a portargli il cibo per sopravvivere era proprio Reste».

Ai tempi del coronavirus, a portare il cibo ai bisognosi ci pensa il cuore solidale degli scout e della Caritas parrocchiale. «Visto che anche la Caritas rubierese ha subito le ristrettive – raccontano i capi del gruppo scout Agesci Rubiera 1 – in accordo con le procedure di sicurezza dettate dall’Ausl, ci siamo divisi in due gruppi. Un gruppo di 17 ragazzi maggiorenni del nostro clan si impegna, per due giorni alla settimana, a portare la spesa a casa delle persone bisognose di Rubiera. Altri 5 ragazzi della comunità dei capi scout, assieme ad altri 11 volontari della Caritas, si preoccupano, invece, del ritiro degli alimenti presso gli esercizi commerciali rubieresi».

I volontari Caritas, successivamente, smistano gli alimenti e provvedono a metterli nelle apposite borse della spesa che consegnano ai ragazzi scout, facendo uno straordinario gioco di squadra dove a trionfare è la solidarietà. —

Luca Giuseppe Murrone

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