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Quattro nuove peschiere lungo i fiumi della montagna

C.O.
Quattro nuove peschiere lungo i fiumi della montagna

I progetti dei sindaci Manari e Sassi per attirare gli appassionati e i turisti  a Ligonchio, Cerreto Laghi e Civago. «Si pescherà la trota a pagamento»  

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ventasso

Guardare avanti per mantenere la speranza e per fare sì che i territori della montana ripartano, soprattutto dal punto di vista economico, dopo la batosta coronavirus.

Vanno nel solco dello sviluppo turistico dei territori di Ventasso e Villa Minozzo i progetti – che hanno ottenuto il via libera dalle rispettive giunte – di istituzione di zone di pesca regolamentata in alcuni tratti dell’Ozola e del Secchia, oltre al lago del Cerreto nel territorio di Ventasso e del fosso del Rio Grande a Villa Minozzo, in prossimità del mulino di Civago.

«Si tratta – spiega il sindaco di Ventasso, Antonio Manari – di porzioni di fiumi e torrenti, lunghe alcune centinaia di metri, che destineremo alla pesca di trote a pagamento, affidandone la gestione a cooperative e consorzi. Il progetto è già definitivo e attende solo il via libera della Regione, necessario perché la competenza dei fiumi è regionale, che però, per cause di forza maggiore, non sappiamo quando arriverà. La nostra intenzione, appunto per richiamare sportivi e appassionati, era di attivare le aree di pesca regolamentata in primavera, ma ovviamente non sarà possibile».

Tempi, dunque, incerti, ma volontà di procedere non appena sarà possibile.

Quando le arre verranno istituite, chi vorrà andare a pescare, oltre ad avere il tesserino ittico in regola, dovrà pagare un ticket per poter accedere al servizio. Di quanto, è ancora presto per dirlo, «visto che il servizio – spiegano i sindaci – non è ancora stati affidato».

«Spetterà infatti al gestore – prosegue Manari – l’onere del mantenimento ambientale della riserva e del ripopolamento di pesci, in particolare di trote».

Le aree regolamentate sono già individuate: il tratto dell’Ozola a Ligonchio, il tratto del Secchia alla confluenza con l’Ozola, il lago del Cerreto e il tratto del Rio Grande a Civago.

«Si tratta di un’area di pregio – spiega il sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi – che abbiamo recentemente riqualificato creando anche un percorso di circa 700 metri per non vedenti. Già prima era area di ripopolazione della trota. Il passo successivo, anche riutilizzando le strutture già esistenti, per esempio le vasche, sarà quello della pesca regolamentata che porterà sul territorio, visto la bellezza del posto, molti appassionati». Nel territorio di Villa Minozzo esiste un’altra peschiera, questa volta privata e gestita da una coppia di giovani, lui ittiologo, che si chiama Ca’ d’Gianant. —

C.O.

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