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«Rivoluzionati i servizi tutti i poliziotti schierati sulle strade»

Ambra Prati
«Rivoluzionati i servizi tutti i poliziotti schierati sulle strade»

Il questore Giuseppe Ferrari spiega com’ è cambiata la quotidianità della polizia «Ogni nostra risorsa è dedicata a fare rispettare i decreti sul Coronavirus» 

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA

«Pattuglie in divisa e altre in borghese fuori, sulle strade del territorio, per controllare il rispetto dei decreti governativi sulla pandemia Covid-19: tutte le nostre risorse ora sono dedicate a questo e alla necessità di stare in mezzo alla popolazione in questo periodo particolare». Così il questore, Giuseppe Ferrari, ha spiegato com’è cambiata la quotidianità per la polizia di Stato, che in pochi giorni ha rivoluzionato i servizi in funzione dell’emergenza sanitaria.

Dottor Ferrari com’è cambiata l’organizzazione del lavoro?

«Abbiamo alcuni uffici aperti al pubblico, che di fatto non hanno più il pubblico: funzionano in forma ridotta l’Ufficio Immigrazione, solo per i richiedenti asilo, e l’Ufficio Passaporti, solo per pratiche particolari. Tutte le restanti risorse le dedichiamo ai servizi di controllo del territorio e in particolar modo alla verifica delle prescrizioni. Ricordo che il questore è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza. In assenza di manifestazioni, significa che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, indica le linee guida ed ogni giorno il sottoscritto emette un’ordinanza di servizio di coordinamento delle forze dell’ordine provinciali: polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale. Un ruolo molto impegnativo, in un periodo in cui le direttive del Governo si moltiplicano».

Per quanto riguarda la polizia di Stato?

«Nell’ambito di questo dispositivo, la stragrande maggioranza dei poliziotti è sulle strade. Proprio per dare supporto agli agenti della Squadra delle volanti, il personale che di solito opera in altri uffici adesso è schierato su questo: Digos, Squadra Mobile, Divisione amministrativa e sociale rappresentano ulteriori aliquote di supporto sul territorio. Oltre al ruolo importante della polizia stradale e della polizia ferroviaria, in prima linea da subito e massicciamente presente».

Com’è il trend delle denunce per i trasgressori dei divieti?

«I controlli sono stati potenziati a livello numerico, ma è chiaro che più sono stringenti le misure e meno gente troviamo in giro: rispetto ai primi giorni il numero di verifiche è maggiore mentre sono meno le persone fermate. I reggiani, che non hanno mostrato insofferenza, si muovono poco: di notte la città è deserta e quindi è ancor più importante esserci».

Il cambio di passo vi ha spiazzato?

«Di certo non è mai successo di dovere ripensare l’attività in modo così radicale. Tuttavia la nostra struttura è duttile e in poco tempo abbiamo rimodulato i servizi, anche grazie al fatto che a Reggio esisteva già un dispositivo efficiente di controllo del territorio da parte delle Volanti: si è trattato di potenziarlo e, poiché era indispensabile, lo si è fatto in pochi giorni. Per il resto abbiamo aiutato gli anziani e risposto alle numerose richieste di informazioni arrivate dai cittadini».

Dal punto di vista sanitario quali misure adottate?

«Disponiamo di un ufficio sanitario interno, al primo piano: uno staff di operatori che stanno lavorando molto per attuare i protocolli e per prevenire anche al nostro interno la diffusione del virus. Il lavoro quotidiano si svolge nel rispetto delle misure sanitarie, compreso l’obbligo di indossare i presidi sanitari (guanti e mascherine) in determinate situazioni e a maggior ragione all’esterno. La salute del personale è la nostra priorità, occorre operare in sicurezza».

Vi risultano casi di positività al virus tra gli agenti?

«Di questo non parlo».

Lei si è insediato a Reggio proprio quando è scoppiata la pandemia: cosa ha pensato?

«Se fossi rimasto a Massa Carrara avrei affrontato gli stessi problemi, ormai è il fronte di tutti i questori. Piuttosto sono orgoglioso della reazione dei miei uomini: il personale è fortemente motivato e determinato, c’è grandissimo impegno verso l’esterno, nessuno si è tirato indietro. Ho trovato spirito di appartenenza e volontà di non risparmiarsi».

Un augurio?

«È l’auspicio di tutti gli italiani: superare questo momento critico. Per arrivarci è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte e che sia un lavoro di squadra: com’è sempre stato nella polizia di Stato». —

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