Gazzetta di Reggio

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viale umberto i 

Con la scusa di comprare il latte evadono dai domiciliari

am.p.

Nei guai due fratelli di origine senegalese già noti alle forze dell’ordine Entrambi non si trovavano nella loro abitazione 

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REGGIO EMILIA.

Agli agenti che lo hanno pizzicato mentre usciva di casa ha detto che stava andando a comprare il latte: un pretesto poco plausibile, forse voleva raggiungere il fratello in giro. Nuovi guai per i senegalesi Aziz Abdul Kante, 25 anni, e Oumar Kante, 35 anni, vecchie conoscenze della polizia di Stato per i loro numerosi trascorsi, dai quali evidentemente non hanno imparato nulla visto che, nonostante fossero ai domiciliari, sono evasi. Entrambi i fratelli sono stati denunciati per il reato di evasione e per il mancato rispetto del provvedimento di pubblica sicurezza che limita gli spostamenti per prevenire il contagio da Covid-19.

L’episodio risale a lunedì scorso, quando alle 22.45 gli agenti della Squadra Volante si sono recati in una palazzina di viale Umberto I su segnalazione dei residenti: i vicini di casa hanno riferito la presenza in strada dei fratelli. Al loro arrivo sul posto gli agenti, che si trovavano vicino alla porta d’ingesso, hanno sorpreso Oumar Kante mentre usciva dall’ascensore. Quando gli è stato domandato dove stesse andando il 35enne ha risposto che doveva comprare una bottiglia di latte. All’interno dell’appartamento, tuttavia, non c’era nessuno: nessuna traccia di Aziz, anch’egli ai domiciliari. Il maggiore ha telefonato al minore dicendogli di rientrare in casa. Dopo circa un’ora dalla chiamata, senza fretta Aziz è comparso nell’appartamento, senza fornire alcuna spiegazione sulla sua assenza.

Si tratta dell’ennesima puntata della lunga vicenda penale dei due, che si potrebbero definire degli habitué. Il 14 febbraio scorso Aziz, arrestato per evasione dai domiciliari per un precedente furto, aveva dato in escandescenze all’interno della questura.

Nella camera di sicurezza dove aveva passato la nottata prima ha rotto il rubinetto del lavandino del bagno in comune tra le due camere attigue, che si erano allagate, poi – un volta in cortile – mentre gli agenti cercavano di farlo salire sull’auto di servizio per portarlo in tribunale aveva spaccato il lunotto dalla Volante a suon di testate, senza procurarsi nemmeno un graffio. Merito, forse, della corporatura robusta di Aziz Abdoul Kante, il quale oltre all’evasione aveva dovuto rispondere dei reati di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

In sede di convalida Aziz si era detto pentito e, poiché il suo avvocato aveva chiesto il termina difesa, era tornato subito ai domiciliari. —

am.p.

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