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Don Giuliano guarisce dal virus e viene dimesso dall’ospedale

Luca Giuseppe Murrone
Don Giuliano guarisce dal virus e viene dimesso dall’ospedale

«C’è stato un momento in cui ho davvero temuto di essere arrivato alla fine. Ho sentito molto forte la preghiera della mia comunità e di tutti i miei confratelli»

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CASALGRANDE. «E’ stato un momento in cui ho davvero temuto di essere arrivato alla fine».

Si esprime con queste parole forti, toccanti ed emozionati, don Giuliano Guidetti, 51 anni, parroco dell’Unità parrocchiale “Regina della Pace” di Casalgrande e Salvaterra assieme a don Luigi Rossi. Sono le parole di una persona che è riuscita a resistere e a sconfiggere il terribile virus che sta mettendo in ginocchio il nostro Paese. La positività al Covid-19, per don Giuliano, era arrivata il 17 marzo scorso. Febbre alta da qualche giorno e l’inizio di una insufficienza respiratoria erano stati i sintomi allarmanti. La chiamata al 118 e poi il ricovero nel reparto di Medicina dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

La notizia del ricovero del prete è circolata subito in paese, facendo crescere l’apprensione e unendo – virtualmente – in preghiera tutta la comunità. A dare la notizia ai parrocchiani, il 17 marzo scorso, è stato don Luigi Rossi che, tramite un messaggio audio su Whatsapp, ha invitato tutta la comunità alla preghiera.

«Ho sentito molto forte la preghiera della mia comunità e di tutti i miei confratelli», racconta don Giuliano Guidetti alla Gazzetta di Reggio, ancora commosso per il tanto affetto ricevuto.

Nel letto d’ospedale del reparto di Medicina, il parroco – nato a Stiolo (San Martino in Rio) e che da 2 anni e mezzo esercita il proprio servizio sacerdotale assieme a don Luigi a Casalgrande – è rimasto ricoverato per sei giorni. Poi, visti i miglioramenti dello stato di salute, i medici hanno deciso per il ritorno in canonica.

Si sente ancora molto debole, don Giuliano, ma trova anche il modo di scherzare su questa sua esperienza. «Non celebro la messa da alcune settimane, però questo coronavirus – posso fare un po’ lo spiritoso? – l’ho vissuto come Corona-rosario- virus»

Don Giuliano ha parole di ringraziamento per tutti: dal personale sanitario – medici e infermieri che l’hanno curato – ai preti e al vescovo, che quotidianamente ha chiesto informazioni sulla sua salute, anche tramite don Alberto Debbi, che ha lasciato momentaneamente il ruolo di sacerdote a Correggio per tornare in corsia a Sassuolo, essendo pneumologo. «Ringrazio anche chi ha resistito a non chiamarmi – dice don Giuliano – perché non ero in grado di rispondere alle chiamate, ma ho comunque sentito l’affetto di tutti».

Per il parroco adesso è il momento del riposo. Sulla periodo di convalescenza, racconta: «Starò ancora in quarantena per due settimane. Faccio una puntura al giorno e prendo del potassio. Fra 14 giorni mi faranno un tampone, e il giorno dopo un altro, di verifica, per capire se sono realmente guarito. Questo virus mi ha fatto capire quanto siamo fragili e relativi nonostante le nostre potenzialità, di fronte a un virus che può metterti letteralmente in ginocchio».

Il parroco, una volta lasciata alle spalle questa brutta esperienza, spera di tornare presto a compiere il suo servizio sacerdotale, ma nel frattempo continua a rivolgere preghiere per tutte le persone coinvolte in questa emergenza. —

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