È morto il fabbro Villiam Colli appassionato di ciclismo
MONTECCHIO
Si è spento all’età di 72 anni uno dei fabbri più conosciuti di Montecchio, Villiam Colli. Nato nella città capodistretto della Val d’Enza, Colli aveva iniziato a lavorare giovanissimo (prima dei 14 anni) come apprendista nella bottega da fabbro di Aladino “Ladèin” Rubertelli, rimanendo in quella stessa azienda anche quando al fondatore subentrò, nel 1979, il figlio Renato. «Per me Villiam è stato un maestro, non un dipendente – racconta Renato Rubertelli – perché da lui ho imparato il mestiere. Ho preso le redini della bottega a ventiquattro anni e non sapevo molto di cosa volesse dire fare il fabbro».
Tra le doti di questo operaio, due erano quelle che lo facevano eccellere. «Era preciso, quasi maniacale, e sentiva il lavoro come se fosse suo – ricorda Renato Rubertelli –. Quando c’era un problema, il pensiero non lo lasciava dormire e al mattino, dopo averci riflettuto a lungo, arrivava con la soluzione in tasca. Poi aveva una memoria di ferro: ricordava date, avvenimenti e luoghi, senza neppure doverci pensare».
Abituato alla fatica, Colli ha trascorso molto del suo tempo libero in sella alla bici da corsa, hobby che lo manteneva in forma non appena poteva lasciare saldatrice e martello per distrarsi.
«Quanti chilometri ha pedalato nella sua vita – rimarca Rubertelli, titolare dell’omonima bottega tutt’ora attiva a Montecchio –. Appena poteva, se ne andava in giro, ma faceva davvero percorsi molto lunghi. E poi le aggiustava, le bici, centrando le ruote grazie alla sua innata precisione. Amici e parenti hanno goduto delle sue abili mani da meccanico».
«Quando è andato in pensione a inizio anni 2000 – conclude l’ex datore di lavoro di Colli – a noi è mancato molto. Perché era il dipendente più che perfetto: quello che ogni azienda dovrebbe avere. Un amico per tanti, persona affabile e affidabile. Siamo davvero dispiaciuti per la sua scomparsa». La passione per il ciclismo lo portava a seguire il Giro d’Italia e le corse a tappe in genere: le grandi classiche, come il Giro e il Tour, erano le sue preferite. Colli, ammalato da tempo, lascia la moglie Alena, la nipote, la cognata, i cugini e altri parenti. —
Alessandro Zelioli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google