Mascherine a 0,50 euro Reggio inonda il mercato 150mila pezzi al giorno
Capofila la Nuova Sapi di Casalgrande in squadra con Unindustria e istituzioni Certificate per sanità, enti e lavoro: in vendita anche ai cittadini nelle farmacie
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA
Fino a ieri valevano poco o nulla mentre oggi vengono vendute e peso d’oro. Le mascherine sono diventate l’oggetto necessario per poter curare, lavorare e in buona sostanza vivere ai tempi del Covide-19. La domanda è praticamente infinita e i prezzi sono schizzati alle stelle. A metterci una prima importante pezza è ora la Nuova Sapi di Casalgrande, retroterra nel settore sanitario e delle pulizie, che ha dato il via alla produzione massiccia di mascherine chirurgiche innovative contro il Coronavirus, composte da tre strati di tessuto non tessuto (quello esterno idrorepellente, quello più interno antibatterico e il terzo anallergico per evitare di lasciare segni o abrasioni a chi le indossa), riutilizzabili dieci volte dopo averle lavate e disinfettate. Non solo: al pubblico costeranno meno di 50 centesimi. Una rivoluzione. A produrle sarà l’azienda reggiana che ha deciso di convertire alle mascherine una linea produttiva. La produzione è già iniziata con qualche decina di migliaia di pezzi ma l’azienda reggiana realizzerà fino a 150mila pezzi al giorno. Pari, per dire, al fabbisogno giornaliero della sanità e delle istituzioni dell’intera Emilia-Romagna.
Una svolta in grado di aggredire la domanda a livello territoriale e che proprio grazie a un patto di collaborazione locale sarà in grado di consentire il lavoro e la vita rispettando gli standard richiesti di decreti governati e, ormai, dal buonsenso.
Le mascherine saranno distribuite in via prioritaria ai presidi sanitari dell’Emilia-Romagna e ai lavoratori di quelle imprese che restano aperte e ai cittadini. Una restante parte sarà poi acquistata dalle farmacie comunali riunite di Reggio Emilia che le venderanno a un prezzo di circa 50 centesimi di euro a pezzo.
Il progetto - presentato ieri in videoconferenza - ha coinvolto anche Unindustria Reggio Emilia e Confindustria Emilia-Romagna che hanno permesso di gestire la filiera necessaria per industrializzare il prodotto. Coinvolte anche la sanità Regionale, il Comune di Reggio Emilia e il Tecnopolo del biomedicale di Mirandola, nel Modenese, che ha il compito di testare le mascherine per inviare richiesta di certificazione all’Istituto superiore di sanità.
«Solo due mesi fa mai mi sarei aspettato di trovarmi in un conferenza stampa così, via computer – dice il presidente di Unindustria Fabio Storchi – Il Covid sta cambiando il nostro modo di vivere. Oggi diamo una risposta di contrasto all’espansione del virus puntando su una base di rilancio economico che mostra la capacità della nostra classe dirigente che anche in questa occasione ha saputo fare insieme. In solo 8 giorni sono state create e messe in produzione queste mascherine».
La Nuova Sapi si è riconvertita ma con lei altre imprese messe insieme con gli industriali, creando di fatto una nuova filiera. Sono coinvolte infatti anche la Marex e la Smt di Correggio, la Medici Style di Vezzano, la Max Maglierie di Reggiolo e la Copy Company di Campagnola. «Si tratta di aziende tessili convertite. Ormai è necessario passare dai maglioni alle mascherine» aggiunge Storchi. Ne è venuta fuori una mascherina che potrà essere utilizzata in primis da medici e infermieri (vale come tipo 1, 2 e 2R) presentata ieri insieme al presidente della Regione Stefano Bonaccini: «A quasi otto anni dal terremoto dimostriamo ancora una volta che non ci arrendiamo e siamo in grado di rimetterci in piedi grazie anche all’innovazione».
Collegato anche il sindaco Luca Vecchi, che parla di «collaborazione vincente: unirsi in questo momento è più importante che dividersi. Però ai cittadini chiede di «non dare il via all’assalto degli scaffali. Le forniture arriveranno e la produzione consentirà di soddisfare col tempo le richieste».
La «grande capacità di questa regione di fare sistema» è l’arma vincente anche per Filippo Di Gregorio, direttore di Unidustria che ha orchestrato il progetto. «Ci siamo rivolti a Unindustria perché non saremmo mai riusciti a compiere quest’operazione da soli – dice Cristina Melli, responsabile qualità alla Nuova Sapi – Così è nata una grande squadra». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
