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«Mascherine per fare la spesa» Alcuni clienti respinti dai negozi

Adr.Ar.
«Mascherine per fare la spesa» Alcuni clienti respinti dai negozi

Fanno discutere il vademecum del sindaco esposto davanti ai supermarket e la linea telefonica (poi rimossa) cui segnalare irregolarità sui posti di lavoro

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CASALGRANDE

Una giornata turbolenta, davanti ai negozi e non solo. È stato un martedì molto particolare, quello vissuto a Casalgrande, più particolare pure rispetto ad un periodo in cui la “normalità” si è azzerata.

A far discutere, due decisioni prese dall’amministrazione comunale casalgrandese. La prima è la creazione di un numero cui segnalare l’eventuale mancato rispetto delle norme di sicurezza all’interno di aziende del territorio ancora attive. L’idea era quella di una linea in cui, anonimamente, si potessero far presente irregolarità o dubbi, che il Comune avrebbe poi trasmesso alle autorità sanitarie e pubbliche competenti.

L’annuncio sulla pagina Facebook istituzionale è stato però rimosso dopo poche ore, l’iniziativa appare quindi cancellata. Lunedì sera, invece, ai supermercati casalgrandesi era stato consegnato un volantino con alcune indicazioni molto nette sul modo corretto per fare la spesa: usare una mascherina, indossare guanti, disinfettarsi le mani, mantenere le distanze di sicurezza, non rispondere al telefono (dove le particelle “malate” possono depositarsi) all’interno del negozio, mandare un solo membro della famiglia a far rifornimenti, concentrare la spesa in poche uscite ed avere già una lista pronta per velocizzare gli acquisti.

Il foglio si trova esposto davanti agli ingressi degli esercizi commerciali e ieri è stato rilanciato sempre sulla pagina Facebook del Comune.

Alcuni abitanti si sono però preoccupati per il tema mascherine. Oggi non è per nulla facile trovarne, le liste di attesa possono essere lunghe e c’è chi ne è sprovvisto. Come comportarsi per fare la spesa? Sono stati segnalati casi in cui persone senza mascherine non sono state fatte entrare nei supermercati. Avevano magari “bardature” alternative, fra cui delle sciarpe, ma non la protezione più diffusa.

Il tema è delicato, perché non tutti possono realizzare le alternative casalinghe di cui si è parlato tanto. E si è arrivati al fraintendimento. Il sindaco Giuseppe Daviddi difende la scelta di mettere le raccomandazioni: «In questa fase i negozi sono fra i pochissimi luoghi di contatto, e quindi di contagio; credo che rispettare le indicazioni sanitarie sia doveroso. Noi cerchiamo di fare tutto quello che possiamo, anche sulle mascherine credo che sia possibile trovare soluzioni manuali. E in molti casi, l’ho visto di persona, c’è chi non vuole adeguarsi alla situazione o non vuole usare la mascherina», spiega. «Anche prima i negozianti potevano rifiutarsi di fare entrare persone considerate un potenziale rischio. Le nostre sono indicazioni chiare pensate per la salute di tutti, sono raccomandazioni che facciamo perché ancora tanti non capiscono. Ci sono stati casi di persone in quarantena che hanno deciso di andare a fare la spesa, noi cerchiamo di fare di tutto per ridurre questi comportamenti. Altrimenti non se ne esce». —

Adr.Ar.

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