«Meno contagiati e più guarigioni spero sia inversione di tendenza»
Nel reggiano 72 nuovi casi di positività: da giorni si viaggiava a una media di 200. Ma i morti sono 17
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
Il quadro generale dell’epidemia in Emilia-Romagna fa intravedere spiragli positivi. «Oggi posso raccontarvi di un incremento inferiore rispetto a lunedì e sabato – ha detto ieri Sergio Venturi nel corso della sua diretta Facebook quotidiana –. Diciamo che potrebbe essere un’inversione di tendenza ma non bisogna mollare e bisogna tenere alta la guardia».
Il commissario regionale ha sottolineato come il numero di nuovi contagi a Piacenza, Parma e Reggio Emilia, le province più colpite fino ad ora, sia stato nell’ultimo giorno complessivamente quasi pari a quelli della provincia di Modena.
Nella nostra provincia i nuovi contagi sono stati 72, mentre da giorni si viaggiava su una media di 200 casi in più alla volta (anche a causa di una aumentata capacità nel processare i tamponi).
Il commissario Venturi ha sottolineato anche il dato delle guarigioni, che raggiunge in regione quota 558 (135 in più rispetto a lunedì).
Il totale dei contagiati a Reggio è salito complessivamente a 1.454, di cui 810 in isolamento domiciliare, 61 ricoverati in terapia intensiva e 569 in altri reparti ospedalieri.
Il dato sui ricoveri fornisce due elementi di valutazione. Gli accessi alla terapia intensiva crescono di poco, anche ieri appena un paziente in più: questo è un aspetto molto importante perché si tratta di posti letto fondamentali per curare i pazienti gravi e nel caso andassero esauriti ci troveremmo di fronte a scenari ancora peggiori di quelli attuali.
Resto però molto alto il numero di persone ricoverate in ospedale. Nessuno ormai pensa più che questa sia una influenza come le altre (pensiero espresso in principio anche da esponenti della comunità scientifica) e il fatto che il 44% dei positivi reggiani si trovi in ospedale lo conferma in modo evidente.
Le persone di cui è stato comunicato ieri il decesso sono 17 (117 in totale da quando è scoppiata l’epidemia) e abitavano a San Martino in Rio (2), Reggio Emilia (5), Guastalla, Castelnovo Monti (2), Sant’Ilario (2), Poviglio, Rio Saliceto, Villa Minozzo, Albinea, Luzzara.
Le vittime avevano 63 anni, 70, 72, 73, 79, 82, 84, 86, 88, 89, 90, 95.
Ieri abbiamo affrontato il tema delle case di riposo, che sono tra le realtà più esposte. In questi giorni si segnalano decessi in diverse strutture della provincia. Non sono stati forniti dati complessivi ma tra gli operatori del settore la preoccupazioni per questo fronte è decisamente molta alta.
L’emergenza Coronavirus sottolinea ancora una volta la grande propensione al volontariato della nostra regione. Nella sola giornata di lunedì sono stati 563 i volontari di protezione civile impegnati su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, la cifra giornaliera più alta da quando siamo in emergenza. —
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